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Consiglio Direttivo: Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario: Jacopo Villani. Per l'iscrizione all'Associazione si può richiedere il modulo in sede o a un membro del Consiglio Direttivo. Fax: 011885507 Mail: acquintiliano@hotmail.it
L' ASSOCIAZIONE QUINTILIANO è stata ideata da Dario Coppola nel 2000

ed è stata fondata nel 2010 con Emanuele Amo, Davide Biagioni, Federico Garino, Irene Fusi, Alberto Saluzzo, Jacopo Villani, Alberto Zanello. A questi soci fondatori sono stati aggiunti, con nomina del presidente, Antonino D'Ambra e Daniele Grillo.

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26.6.10

Mercoledì 30.06.10 ore 18.40 ROBIN HOOD c/o Cinema Reposi

Lo facciamo con l'eloquente espressione del nostro Ario Corapi.


Robin Hood


Un film di Ridley Scott. Con Russell Crowe, Cate Blanchett, William Hurt, Mark Strong, Mark Addy. Oscar Isaac, Danny Huston, Eileen Atkins, Kevin Durand, Scott Grimes, Alan Doyle, Max von Sydow, Douglas Hodge, Robert Pugh, James Fiddy, Bronson Webb, Léa Seydoux, Jamie Clark, Joe Golby, Jessica Raine, Lyia Terki, Shara Bowden, John Atterbury, Matthew MacFadyen

Azione, durata 148 min. - USA, Gran Bretagna 2010. - Universal Pictures





Ridley Scott confeziona un arciere guerriero di impeccabile fattura interpretato con mirabile credibilità da Russell Crowe


di Marzia Gandolfi (mymovies)






Nell’Inghilterra del XIII secolo, Robert Longstride è un abile arciere dell’esercito di Riccardo I, impavido sovrano in guerra coi francesi. Una freccia uccide il monarca e convince Robert e i suoi amici a congedarsi dall’armata e a fare ritorno a casa, ma nel tragitto soccorrono Sir Loxley, incaricato di annunciare l’avvenuta morte di Riccardo e di consegnare la sua corona. Sul punto di morte il nobile uomo strappa all’arciere una promessa, dovrà restituire la sua spada al vecchio padre nella contea di Nottingham. Uomo di parola, Robert si recherà nella tenuta di Loxley, dove per volere del vecchio Walter assumerà l’identità del figlio defunto e i diritti sulla bella consorte, Marion. Superba e riottosa, la donna non vuole saperne di quell’impostore che si rivela però gentiluomo. Scoperto di essere figlio dell’uomo che scrisse la Carta della Foresta, sventato un complotto francese ai danni dell’Inghilterra e deciso a reagire ai soprusi di Giovanni Senzaterra e senza cuore, Robert impugnerà arco e frecce e cavalcherà coi suoi uomini per la vittoria. Restituita la gloria alla sua terra, l’arciere viene dichiarato fuorilegge. Rifugiatosi nella foresta di Sherwood con una Marion ormai innamorata diventerà Robin Hood e leggenda.


Dopo il generale Massimo Decimo Meridio, divenuto poi stella dell’arena, Ridley Scott mette in scena un altro eroe guerriero di impeccabile fattura, interpretato dal volto e dalla fisicità gladiatoria di Russell Crowe. Meno epico e rutilante del Gladiatore, Robin Hood, storia di un esperto arciere a un passo da Sherwood e dalla leggenda, esaudisce comunque l’evasione nel passato e l’identificazione con un personaggio verticalmente positivo. Spade sferraglianti, fendenti metallici, lame nella carne, frecce di fuoco nel cielo, sangue a fiotti, corpi fatti a pezzi, la contea di Nottingham mutua il Colosseo e diventa una formidabile macchina teatrale piena di trucchi e sorprese, meraviglie e attrazioni, rivelando al suo centro un fuorilegge impenitente, fedele a un codice antico e alla “bucolica” Marion di Cate Blanchett.




Archiviato (ma mai scordato) l’eroe in bianco e nero di Douglas Fairbanks, quello a colori di Errol Flynn, quello animato e antropomorfo della Disney, quello in calzamaglia di Mel Brooks, quello crepuscolare di Sean Connery e ancora quello in fuga dai mori e da uno sceriffo incapace di Kevin Costner, Ridley Scott rilegge la leggenda popolare inglese e impone un eroe generoso e libertario che trova la sua forza, la sua differenza e la sua specialità nell’interpretazione di Russell Crowe.


È lui ad aggiungere l’oro e a diffondere sul film la lucentezza di un metallo più fatale dell’acciaio. Che impugni una spada o brandisca un’ascia di guerra, che imbracci un arco o scagli una freccia, che cavalchi verso la gloria o seduca ai piedi di un talamo, l’attore neozelandese è mirabilmente naturale sullo schermo, in grado di eseguire perciò senza sforzo apparente le più complicate performance. Questo accade non tanto (e non solo) perché Crowe ha alle spalle il senso epico dello spettacolo e il gusto della coreografia bellica in costume di Ridley Scott, quanto perché l’attore ha maturato lunghe e faticose sedute di allenamento che hanno consentito all’esecuzione del gesto tecnico di diventare “seconda natura”.


Se il Maximus di Crowe fu il magnifico (s)oggetto del desiderio di Commodo, similmente il suo Robin Hood appaga l’eccitazione e la visione dello spettatore senza questa volta dover morire nell’arena. Il suo arciere guerriero compie azioni credibili e giustificate, colpendo al cuore i cattivi e la menzogna della recita. Corpo in action quello di Russell Crowe, che si preoccupa di essere creduto mentre una foresta va in fiamme o sullo schermo piovono frecce e cenere. Braccio flesso e pollice alzato.

18.6.10

Lunedì 21.06.10 ore 19.45 c/o Cinema Romano

Finalmente, il prof. D'Ambra ci ha inviato questa foto di un simposio di qualche settimana fa
Il tempo che ci rimane

Breve storia di Israele vista da un palestinese con il pregio dell'astrazione

di 
Giancarlo Zappoli 
(mymovies)     
Una riflessione in quattro parti sulla storia degli arabi palestinesi a partire dal 1948, anno della proclamazione dello Stato di Israele, sino ai giorni nostri. Viene raccontata attraverso episodi comici o tragici della vita di tutti i giorni ed è ispirata ai racconti del padre del regista, che partecipò alla prima resistenza, alle lettere della madre e ai ricordi del regista stesso che è in parte anche protagonista del film.
Elia Suleimane, che con Intervento divino nel 2002 portò il primo film palestinese ad approdare in competizione a Cannes vincendo il Premio della Giuria e quello della Fipresci, sette anni dopo vi ha fatto ritorno con questa riflessione personale sulla condizione dei Palestinesi. Si tratta, ovviamente, di un film schierato che non si preoccupa di essere politicamente corretto. Anche perché, in quei territori e in quelle situazioni, esserlo non è così semplice. Suleimane però ha il grande pregio dell'astrazione. Il suo punto di riferimento cinematografico è l'inarrivabile genio di Buster Keaton. Così il regista, nato a Nazareth nel 1960, è capace di portare sullo schermo il gag di un combattente che ha perso la strada così come un suicidio (non kamikaze) dimostrativo, con un distacco che aggiunge, anziché togliere, forza alle immagini. Di queste tre, in particolare, restano impresse nella mente. La più fortemente evocativa è quella di Suleimane che, con un'asta da competizione per il salto in alto, riesce a superare il Muro eretto dagli israeliani. La più speranzosamente astratta è quella in cui gli occupanti di una jeep israeliana, che intendono far rispettare il coprifuoco a Ramallah, finiscono col far ondeggiare le teste allo stesso ritmo dei ragazzi palestinesi che, in una discoteca, non sentono i loro annunci. L'immagine invece più commovente è quella della suora cattolica la quale, dinanzi a un'azione violenta degli israeliani, sembra inizialmente cercare rifugio in convento. La vediamo invece tornare tra i prigionieri inginocchiati, legati e bendati per portare loro il ristoro di un sorso d'acqua. È la testimonianza che essere arabi e schierati non significa necessariamente, come troppi vorrebbero pretestuosamente farci credere, essere integralisti.
Federico, Massimo, Daniele e il prof. Coppola, fra i proff. Debarbieri e D'Ambra, davanti alla lapide posta sulla casa in cui Friedrich Wilhelm Nietzsche visse e, nel 1888, scrisse Ecce Homo 

15.6.10

Mercoledì 16.06.10 ore 19.35 c/o Cinema Greenwich Village

THE ROAD                      La capacità di condividere, il coraggio di affrontare le avversità attivando le proprie umane risorse



Regia di John Hillcoat. Con Viggo Mortensen, Kodi Smit-McPhee, Charlize Theron, Robert Duvall, Guy Pearce, Michael K. Williams, Garret Dillahunt, Molly Parker, Brenna Roth, Bob Jennings, David August Lindauer, Jack Erdie, Jeremy Ambler, Nick Pasqual, Aaron Bernard, Mark Tierno, Amy Caroline, Matt Reese, Jared Pfennigwerth, Agnes Herrmann, Buddy Sosthand, Kirk Brown

Genere Drammatico, produzione USA, 2009. Durata 111 minuti circa.  Vietato ai minori di 14 anni.







La capacità di condividere, il coraggio di affrontare le avversità attivando le proprie umane risorse




di Marzia Gandolfi




Sulla strada un uomo e un bambino procedono dietro a un carrello e dentro "una notte più buia del buio e un giorno più grigio di quello passato". Una pioggia radioattiva ha spento i colori del mondo, una guerra o forse un'apocalisse nucleare ha terminato la natura e le sue creature: gli alberi cadono, gli uccelli hanno perso l'intenzione del volo, il mare ha esaurito il blu, gli uomini non sognano più e si nutrono di uomini e crudeltà. Dal passato verso un futuro che non si vede si muovono un padre e un figlio, resistendo alle intemperie e agli assalti dei disperati con due colpi in canna e il fuoco dell'amore. In viaggio verso sud, il genitore racconta al bambino la sua vita a colori, piena di musica e della dolcezza bionda di sua madre, inghiottita dalla notte e dalla paura di sopravvivere. Lungo la strada il ragazzo esplorerà la propria umanità, imparando la conoscenza del bene e del male.
Bastano pochi minuti e una manciata di inquadrature a consegnare allo spettatore il senso di un'opera che si incammina su una strada chiusa dentro l'ossessione di un padre concentrato e accanito nella cura genitoriale. Trasponendo le visioni disperate di Cormac McCarthy, il regista John Hillcoat, colloca la relazione padre-figlio dentro un mondo estremo, un ambiente post- apocalittico di cui non si saprà mai niente, se non le informazioni contenute nello sguardo, nel pensiero o nel sogno dei protagonisti. Se con Non è un paese per vecchi, i Coen hanno dimostrato che il cinema può lavorare sull'universo letterario di McCarthy, l'autore australiano sottoscrive questo impegno e si confronta opportunamente con l'arte, la trama compatta e le parole solenni dello scrittore di Rhode Island.
Accomunati dalla matrice letteraria Non è un paese per vecchi e La strada sono film intimamente legati, con l'inaridimento morale del primo come logica causa (e premessa) del secondo. La tempesta di violenza, denaro, edonismo e droga che si abbatteva sull'orizzontalità delle grandi pianure texane, l'ineluttabile decadenza del Paese per cui smetteva di battersi lo sceriffo Bell di Tommy Lee Jones, si accumulano e deflagrano lasciando vuoto, cenere e silenzio ferale. Ma se il road movie dei Coen veniva desaturato di sentimenti e di pathos, se nel loro Texas senza più regole chiare i padri si potevano soltanto evocare in sogno, nell'America smantellata e spogliata di Hillcoat avanza irresistibile l'amore incondizionato che investe i due protagonisti, che resistono ai guasti della solitudine e ai morsi della fame.
Alla base del loro sentimento c'è la capacità di condividere, il coraggio di affrontare le avversità attivando le proprie umane risorse. Viggo Mortensen, ancora una volta emotivamente aderente alla situazione drammaturgica, è un padre "sempre in campo" scandito da urgenza e dolcezza, è un genitore che si racconta, evocando nei flashback "a colori" momenti intensi di vita "navigata", è ancora fonte di (in)formazione e conoscenza per quel figlio che trasforma nell'epilogo da oggetto passivo di "cure" a soggetto emancipato, avanzato, civilizzato.




Un figlio che si ingigantisce nella sua presenza e dentro l'ultimo primo piano che lascia fuori campo l'America, un mondo dove gli spietati sopravvivono ma dove si può (ancora) scegliere di abbandonare la vita o di restare in vita.


8.6.10

Giovedì 10.06.10 ore 20.30 c/o Auditorium G. Agnelli Lingotto




    Royal Concertgebouw Orchestra
  David Zinman direttore

  Vesselina Kasarova mezzosoprano

   
Beethoven
  Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21

  Berlioz
  Les nuits d'été per voce e orchestra op. 7

  Respighi
  Pini di Roma

IL CONCERTO E' STATO ANNULLATO ALL'ULTIMO MOMENTO PER UN INCONVENIENTE CHE HA BLOCCATO GLI ORCHESTRALI E GLI STRUMENTI.
IL QUINTILIANO SE NE SCUSA CON CHI HA PRENOTATO I BIGLIETTI E RINGRAZIA L'OTTIMA ORGANIZZAZIONE DELLA RASSEGNA CHE NON E' RESPONSABILE DEL DISGUIDO ED E' STATA A SUA VOLTA DANNEGGIATA.



Verso il Symposium dopo il film La Papessa/ Ibn Battuta al Dar al Hikma

COMUNICAZIONI
Stiamo prevedendo, a breve termine, delle  visite al museo Cesare Lombroso e a quello antropologico.
LA ROTAZIONE INFO dei LABORATORI CULTURALI SCOLASTICI è stata spostata in fondo a destra nel sito, per tutto il periodo estivo. Grazie a tutti per il superamento delle 30 mila visite avvenuto domenica scorsa.
La Direzione
 *********************************************
incontro con
Claudia Tresso
Ibn Battuta, il viaggiatore dell'Islam
Giovedì 10 giugno 2010 ore 20.45
Centro Culturale Italo- Arabo Dar Al Hikma

Via Fiochetto,15 Torino - Tel. Fax 011.5216496

 e-mail: info@daralhikma.it
L'INCONTRO E' STATO ANNULLATO ALL'ULTIMO MOMENTO PER UN'INDISPOSIZIONE DELLA PROFESSORESSA TRESSO


4.6.10

Lunedì 07.06.10 ore 18.15 c/o Cinema Greenwich Village

Il prof. Antonino D'Ambra propone la visione del film 

LA 
PAPESSA


Torna sullo schermo la donna che si fece monaco benedettino e poi papessa in barba alla Chiesa







Un film di 



Titolo originale 
Die Päpstin
Drammaticodurata 149 min. - Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna 2009


di Marzia Gandolfi
(mymovies)
Nata nell'inverno dell'814 d.c., Johanna è la figlia indesiderata del prete del villaggio, che investe il suo tempo a istruire i figli maschi e a battere la consorte. Ostinata e decisamente illuminata, Johanna viene notata dal maestro greco Esculapio che, vincendo la ritrosia paterna, asseconda ed educa la sua sensibilità. Ma la partenza dell'anziano saggio, rigetterà la fanciulla al suo destino di donna, almeno fino a quando Johanna non si darà alla fuga, scegliendo per sé un diverso avvenire nella scuola della cattedrale di Dorstadt. Protetta dalla nobiltà del Conte Gerold, avvierà, tra gelosia e dileggio, i suoi studi. Invaghitasi di Gerold, proverà a resistere a quel sentimento votandosi ai libri e alla cultura ma la guerra e la crudeltà delle irruzioni sassoni li separeranno. Johanna, costretta a risolvere la propria sorte e indossati abito e identità maschili, troverà riparo nel monastero benedettino di Fulda, dove verrà edotta nell'arte medica e nella teologia col nome di Johannes Anglicus. La paura di essere scoperta e punita come impostore la porterà infine a Roma, dove la sua dedizione ai malati e gli incredibili successi professionali non passeranno inosservati. Condotta al talamo di Papa Sergio, afflitto dalla malattia, ne diventerà presto medico e consigliere. Scampato alla morte il Santo Padre, poi avvelenato da vescovi invisi, il monaco guaritore è destinato ad occupare il seggio di Pietro. L'incontro inaspettato con Gerold e la congiura di chi brama a deporla, lambiranno e minacceranno l'autorità spirituale del “Papa Populi”. 
La Papessa è la seconda carta degli Arcani Maggiori dei Tarocchi e rappresenta la coscienza femminile opposta al principio maschile (il Bagatto). Raffigurata come una sacerdotessa o in vesti da monaco, è simbolo di sapienza e intende la conoscenza. Questa è pure l'interpretazione e la lettura che Sönke Wortmann attribuisce alla “papessa” ispirata dalle pagine del bestseller della statunitense Donna Woolfolk.
Non è certo la prima volta che il cinema si dedica a Johanna Anglicus, la donna che in barba alla misoginia integralista della Chiesa occupò la carica di Pietro e regnò presumibilmente tra Leone IV e Benedetto III. Mito o leggenda medievale, la donna che si fece monaco benedettino e poi Papa Populi fu interpretata nel 1972 dal fascino norvegese di Liv Ullman nel film di Michael Anderson. Diversi anni e pontefici maschi dopo è Johanna Wokalek a portarla sullo schermo in un film che ripropone il genere storico e la dimensione del kolossal. 
Dopo l'Agorà di Amenábar, storia delle filosofa e astronoma Ipazia colpita a morte dai colpi dell'intolleranza religiosa nell'Alessandria d'Egitto del IV secolo, compete a Wortmann l'accesso di una donna illuminata alla piazza e all'arena allestita dagli uomini. L'ottica prescelta è la medesima e dispone il sesso gentile a baluardo della forza del pensiero e della conoscenza in un mondo destinato agli uomini. Padri, tutori, della legge e della religione, che guardano alla donna come una versione imperfetta dell'uomo, “naturalmente” più adatta alla riproduzione, alla cura dei figli e a una vita all'interno della casa. Niente stelle da guardare, niente libri da consultare, nessuna presenza o attività sulla scena sociale. 
Il limite del film sta però nel non riuscire a trasformare in cinema le ambizioni programmate e il valore del soggetto trattato. La ricostruzione approssimativa, la sottotrama romantica, i personaggi appena abbozzati tolgono consistenza alla credibilità del racconto e all'esistenza di una donna pontefice compromessa dal “capitano di Gondor” di David Wenham e omessa (presumibilmente?) dalle registrazioni storiche.

*****************************************************************************

UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI PER QUESTO SPLENDIDO ANNO SOCIALE 2009-10 

di 
Dario Coppola


Abbiamo fatto grandi cose e abbiamo grandi progetti ancora tutti da attuare!
Noi non diciamo, come altri in questo paese fanno, che siamo i migliori  e facciamo le cose meglio degli altri.
Noi  ci sentiamo liberi, nel rispetto profondo di ogni idea e soprattutto di ogni persona; liberi di esprimerci e di proporre eventi sempre più rappresentativi di tutti coloro che, fra noi e fra gli altri, li propongono. 
Stiamo per intraprendere un salto qualitativo.
Stiamo crescendo.
Presto tutto questo sarà visibile ai nostri affezionati, tra i visitatori del sito e gli iscritti ai nostri canali sui social network.

Abbiamo cominciato col regalarvi un nuovo logo, sul quale vale la pena spendere due parole:

è la nostra icona, che esprime la vita sociale della città, rappresentata dal suo simbolo più famoso - la Mole Antonelliana - , nella quale, attraverso una lente di ingrandimento a forma di grande Q (per riprendere una bella immagine colta dal mio assistente Flavio Mergotti), si può intravedere tutto il mondo, un mondo fatto di colori diversi - i punti di vista diversi, le varie etnie, le varie generazioni -  i colori che la stessa lente assume di volta in volta nei simboli dei Laboratori Culturali Scolastici. 
Il logo del nostro portale centrale ha i colori delle squadre calcistiche di Torino (granata e bianco-nero) sempre alla ricerca di un'armonia che parte dal gioco e raggiunge la realtà. 
I Laboratori Culturali Tematici cittadini, che saranno presto attivati, avranno proprio i colori della nostra amata città (giallo-blu), il luogo in cui il Quintiliano è nato per raggiungere nel tempo ogni dove.

E Quintiliano? E' lassù sopra la Mole stessa. L'avrete notato. Dall'altezza del suo esempio, siamo edificati ancora noi, qui e ora. Vogliamo concludere proprio facendo nostre, e parafrasando, le sue stesse parole che qui vogliamo compendiare a beneficio di chi vuol trarne beneficio: 



Le nostre vane speranze
sono spesso dei sogni,
pensieri e illusioni,
sogni fatti ad occhi aperti.
Chi è giovane e forte
non è un vaso da riempire 
ma è una fiamma da accendere,
è una fiaccola che vive.




Tu che insegni non dire
con leggerezza molte cose,
dinne invece anche poche
ma con cura e accortezza.
Tu che insegni sei un padre:
tieni a freno la tua ira
ma non esser troppo buono,
sii giusto, sii onesto.

Ammonisci spesso
e non punire con frequenza,
sii semplice se insegni 
resistente nella prova.
Cerca d'essere costante
più che essere esigente
a tutti tu risponderai
e porrai tante domande.

Non devi essere mai aspro,
non odiare chi impara,
non condurre mai lontano
dal piacere di sapere.
Ogni giorno molti esempi
porterai a chi ti ascolta,
proprio la tua viva voce
nutre più di un libro letto.

Il carattere si scopre
anche quando giocherai.
Il discepolo ti guarda,
lui giocando imparerà.


Tutti dagli altri apprendiamo
mettendo in gioco i colori,
da Quintiliano impariamo
a disegnare in unità.




Hanno collaborato nel 2009-10

Prof. Dario Coppola (Istituto Tecnico Industriale Statale Grassi, Ginnasio-Liceo Classico Paritario Giusti, TO) 























studenti collaboratori degli atenei e del settore accademico: 

Davide Biagioni, Niccolò Cherasco, Federico Garino, Valerio Toldonato, Alberto Zanello, Daniele Grillo, Massimo Zanino, (Politecnico e Università degli Studi Statale, TO) 

















studenti assistenti e collaboratori della scuola secondaria: 



Jacopo Villani, Andrea Mathieu, Irene Fusi, Emanuele Amo (Liceo Classico Paritario Giusti, TO), 







Lorenzo Artuso, Beatrice Bonino, Alberto Saluzzo (Liceo Classico Statale Alfieri, TO) 

Andrea Maselli, Alessio Menini, Christian Conigliaro, Fabio Pesce, Gaetano De Vaire, Manuel Pizzardi, Sara Frosi, George Lucian Nicolae (Istituto Tecnico Industriale Statale Grassi, TO) 

Dario Strangis, Lorenzo Tannoia, Sara Vallerani (Liceo Scientifico Statale Gobetti, TO) 

Francesco Allasia (Centro Studi Omnibus, TO) 

Giulia Inì, Micol Piperno, Margherita Di Pinto (Istituto Magistrale Statale Regina Margherita, TO) 






studenti assistenti del Conservatorio G. Verdi (TO): Elena Crolle, Stefano Antonio Marino, Gabriele e Michelangelo Tommaso, Diego Villani














docenti collaboratori: 































Prof. Andrea Anselmino (Scuola Internazionale Europea Statale Spinelli, Torino) 














Prof. Anna Candiotto (Liceo Scientifico Statale Cattaneo, TO) 

Prof. Antonino D'Ambra (Liceo Scientifico Statale Gobetti, Liceo Classico Statale Alfieri, Liceo Classico Paritario Giusti, TO) 

Prof. Luca Debarbieri (Istituto Magistrale Statale Regina Margherita, Liceo Scientifico Statale Gobetti, TO) 

Prof. Roberto Lupis (Istituto Tecnico Industriale Statale Grassi, TO) 

Prof. Valentina Martini (Liceo Scientifico Statale Majorana, TO) 

Prof. Erika Monforte (Liceo Classico Statale Alfieri, TO)

GRAZIE A TUTTI


Tema musicale dell'Inno del Quintiliano
http://www.youtube.com/watch?v=fqCX2qbNFnk

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BREVE STORIA dell'Associazione



ASSOCIAZIONE CULTURALE QUINTILIANO - Il 24 settembre 2010 viene costituita a Torino l'Associazione Quintiliano, che opera in città con i suoi comitati territoriali e laboratori scolastici. La fondazione deriva dall'esperienza laboratoriale iniziata nel 2001.
Nel 2001, a Torino, è partito il progetto del primo Laboratorio Culturale che, con le sue attività didattiche, ha contribuito e contribuisce alla costruzione della personalità degli studenti che ancora lo frequentano, aprendo loro gli orizzonti del sapere. Dopo una prima fase sperimentale, il laboratorio è stato ideato, dal prof. Dario Coppola, e ha così preso corpo nel 2004 con l'acronimo LDG, cioè Laboratorio Didattico del Giusti, il liceo torinese nel quale l'attività ha visto i suoi esordi raccogliendo l'eredità di un grande docente di quel liceo, alla cui memoria il laboratorio è perciò stato dedicato: si tratta del prof. Giorgio Balmas.
Dal 2007 il progetto ha allargato il suo raggio d'azione ed è diventato un laboratorio interscolastico al quale, nella IIIB (2008-09) del Liceo Alfieri, è stato attribuito dal fondatore il nome LC QUINTILIANO. Da allora, il laboratorio ha raggiunto con le sue proposte anche gli studenti e i docenti di altre prestigiose scuole torinesi, e della provincia, come il Copernico, il D'Azeglio, il Majorana di Moncalieri e di Torino, il Gioberti, il Cattaneo, il Ferraris, il Cottini, lo Spinelli, lo Steiner, il Gobetti, il Regina Margherita, il Grassi, il Conservatorio Verdi e - anche - l'Università degli Studi e il Politecnico di Torino.
Nel 2009 sono stati attivati nove laboratori paralleli del Quintiliano corrispondenti alle redazioni scolastiche attive nei settori dell'istruzione secondaria (scuole superiori) e degli atenei torinesi.
Nel 2010 viene stilato il progetto della costituzione di un'Associazione Culturale che comprenda i laboratori già attivi e quelli da attivare.

Le proposte culturali dei laboratori sono di vario tipo:

THEATRUM: visione di spettacoli, a teatro;

AUDITORIUM: ascolto di concerti;

CINEFORUM: visione critica di film al cinema; partecipazione a rassegne cinematografiche;

SYMPOSIUM: incontro, con cena, per socializzare e riflettere informalmente, a caldo, sullo spettacolo cui si è assistito, anche con l'ausilio di schede didattiche;

CIVES: approfondimenti su legalità, educazione alla cittadinanza, Costituzione Italiana;

LUDUS: appuntamenti etico-sportivi;

ETHNE: partecipazione alle iniziative multietniche del territorio;

PACHA MAMA: iniziative ambientali ed ecologiche;

GANDHI: iniziative non-violente contro ogni tipo di discriminazione;

AGORÁ: dibattiti su temi d'attualità per la formazione delle opinioni;

BIBLOS: presentazione di libri;
ARTIFICIUM: promozione dei talenti artistici dei nostri allievi ed ex-allievi e progettazione delle visite alle mostre d'arte;
MNEMOSYNE: recupero delle nostre origini culturali nella storia (viaggio nella memoria, rievocazioni, visite a mostre, spettacoli, conferenze, lezioni introduttive alla storia del teatro, del cinema, della televisione e della radio);
MONOGRAPHIA: presentazioni monografiche interdisciplinari di autori attraverso significative opere che hanno arricchito il nostro patrimonio culturale;
EXPERT: trattazione di tematiche, da parte di esperti, per conoscere meglio le dinamiche dei fenomeni che ci presentano l'attualità e la storia;
DOSSIER: approfondimenti, documentazioni, testimonianze, recensioni, raccolte, relazioni, ricerche e tesine;
IN ITINERE: viaggi di istruzione brevi fuori urbe;
CAUPONA: incontri per accrescere e raffinare la cultura enogastronomica;
AUGUSTA TAURINORUM: lezioni itineranti nei luoghi storici della nostra città, che hanno visto transitare i maestri del sapere, e che ancora ne conservano l'eco;

DHARMA: appuntamenti con la filosofia e la spiritualità;
BERUF: informazione e formazione economica;
REPORTER: la realtà fotografata ad arte (mostre fotografiche);
IN CONCERT: reading, tendenze musicali, concerti;
CINEFERIAE: visione critica di film su richiesta degli studenti durante le vacanze.

Inoltre, il settore Informazione dei Laboratori comprende:


MONITOR: avvisi e segnalazioni;
VADEMECUM: segnalazioni di eventi culturali nel territorio urbano;
IN AETHERE: la cultura in tv o via radio;
NEWS: notizie dalle scuole collegate col nostro laboratorio;
WEB: notizie dalla rete.

Nel 2009 sono stati aperti anche:
1) un gruppo ufficiale su Facebook;
2) un canale video "LC QuintilianoTV" su YouTube, che consente un'espressione ulteriore della creatività comune di chi continua a costruire i nostri laboratori.
Gli studenti "storici" che, negli anni passati, hanno contribuito, insieme a decine di altri, con il coordinatore a condurre QUINTILIANO sono stati:

GUGLIELMO SANDRI GIACHINO (2005-06)
NICOLO' STROCCO (2006-07)
FLAVIO MERGOTTI (2007-08)
FEDERICO GARINO (2008-09)
ALBERTO ZANELLO (2008-09)
DAVIDE BIAGIONI (2008-09)
FEDERICO SILVESTRI (2008-09)
JACOPO VILLANI (2009-10)
ALBERTO SALUZZO coordinatore della costituenda Associazione Culturale (2009-10)


dal 24 settembre 2010:

data della costituzione dell'Associazione Quintiliano
Elezione del primo
Consiglio Direttivo (2010 - 11)
Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Davide Biagioni (da settembre a dicembre 2010); Emanuele Amo (da gennaio 2011); Tesoriere: Federico Garino; Segretario: Alberto Saluzzo (da settembre 2010 a gennaio 2011); Davide Biagioni (da febbraio 2011); Altri Consiglieri: Alberto Zanello, Jacopo Villani, Antonino D'Ambra, Irene Fusi, Daniele Grillo.


dal 24 settembre 2011:
secondo Consiglio Direttivo (2011-12)

Presidente: Dario Coppola; Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario organizzativo: Ario Corapi (da settembre 2011 a marzo 2012); Jacopo Villani (da marzo 2012). Comitato esecutivo: ai consiglieri sopra citati si aggiungono i sottotesorieri Alessandro Minetti, Jacopo Villani (fino a marzo 2012), Ario Corapi (da marzo 2012) e i sottosegretari Bernardo Basilici Menini, Marcello Fadda.






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