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SEDE CENTRALE: piazza Vittorio Veneto 13, 10124 Torino; SEDE 2 c/o 'Blue Train' Via A. Bonafous 6 - Torino, Italy
Consiglio Direttivo: Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario: Jacopo Villani. Per l'iscrizione all'Associazione si può richiedere il modulo in sede o a un membro del Consiglio Direttivo. Fax: 011885507 Mail: acquintiliano@hotmail.it
L' ASSOCIAZIONE QUINTILIANO è stata ideata da Dario Coppola nel 2000

ed è stata fondata nel 2010 con Emanuele Amo, Davide Biagioni, Federico Garino, Irene Fusi, Alberto Saluzzo, Jacopo Villani, Alberto Zanello. A questi soci fondatori sono stati aggiunti, con nomina del presidente, Antonino D'Ambra e Daniele Grillo.

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15.4.11

Lettera del Presidente Dario Coppola per A FRESH POINT OF VIEW

Dieci anni fa, quando iniziai il viaggio con questa carovana, che avrebbe raggiunto luoghi della memoria e dello spirito umano dal fascino allora a noi sconosciuto, non avrei mai pensato di poter contare su tanti giovani come compagni di viaggio, nello spazio e nel tempo, che sarebbero con me saliti a bordo: grazie ai miei studenti ed ex studenti di allora e di oggi. Grazie a loro, Quintiliano è  oggi un'Associazione Culturale che può muoversi anche quando io sono altrove. 
E' la prima volta che non posso essere presente, infatti, a un nostro importante evento, per inderogabili impegni che mi vedono , proprio in concomitanza di questo appuntamento, a Genova. 
Mi scuso con tutti i presenti, in particolar modo con i relatori: i Professori Claudio Vercelli e Roberto Moisio, con i politici Marco Grimaldi e Giuseppe Lonero. 
Delego al Vicepresidente del Quintiliano,  Emanuele Amo, il compito di rappresentarmi e porgere gli onori di casa. 
Affido ad Anton De Nicolò, il compito di condurre l'evento.
Entrambi questi miei studenti rappresentano ed esprimono appieno, con la loro presenza e la propria gioventù, la freschezza e gli aneliti dell'Associazione Quintiliano, condivisi dagli altri giovani soci e associati; queste aspirazioni esprimono la passione e l'entusiasmo di chi è alla ricerca, di chi è assetato e affamato di cultura.
Quintiliano ha nutrito in questi anni le nuove generazioni e, ora, allarga generosamente il suo raggio di azione. Da settembre abbiamo proposto un elegante ventaglio di eventi di qualità: da GIOVANI TRA LE CULTURE PER LA CULTURA fino a LA VERITA' NON E' IN UN SOLO SOGNO - PASOLINI IL MANIERISTA; da  LA CITTA' CHE SALE a YOUNG POLITICAL MOMENT. Oggi è la volta di A FRESH POINT OF VIEW.
Dopo anni passati ad ascoltare musica colta, a vedere spettacoli teatrali,  film d'autore, a scoprire libri e approfondire tematiche sociali, ecco ora ravvivarsi l'interesse nostro per la città: la polis e, perciò, per gli uomini di governo della polis. E' Platone a porre l'equazione fra intellettuali e governatori: per la verità egli parla di filosofi. Oggi siamo ben lontani da quell'ideale... 
L'Associazione Quintiliano auspica la diffusione della filosofia, ossia lavora perché aumenti  e si propaghi l'amore per la sapienza, per la cultura, e perciò, nonostante i tagli dei governatori, Quintiliano organizzerà a tal fine eventi anche a basso costo ma di alta qualità:  questo è, e sarà, il nostro tentativo.
Quintiliano è un'Associazione torinese che ama questa polis, questa città. Nel nostro logo campeggia la Mole Antonelliana, simbolo di Torino. Quintiliano,  pedagogo mentalmente libero e aperto, attraverso il gioco accendeva la passione per il sapere dei giovani, che non considerava vasi da riempire ma fiaccole da accendere: infatti, i giovani hanno già in loro valori freschi che occorre, da parte nostra, far brillare  perché maturino e diventino luminosi come la sapienza e calorosi  per poter consigliare, a loro volta, altre generazioni; ciò è quanto ci promettiamo di fare anche con questo incontro di oggi.
Da ultimo, due ringraziamenti  doverosi vanno   - uno -  al Circolo dei Lettori, che ci ospita  in questa maestosa e splendida cornice divenuta ormai un'icona e una garanzia di qualità nella nostra città - l'altro -  al Presidente della Regione Roberto Cota e al Consiglio Regionale che hanno voluto patrocinare l'evento di oggi.
Grazie a tutti e buon incontro.
Prof. Dario Coppola,
Presidente dell'Associazione Culturale Quintiliano


Membri del Consiglio Direttivo al lavoro col Presidente (Emanuele Amo e Daniele Grillo)

Vittorio Arrigoni continua a dirci: "Restiamo Umani"

"Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola" mi dice Jamal, chirurgo dell'ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. "Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l'ultimo miagolio soffocato". Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua "Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell'opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste..." il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. "Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l'ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati".
(Vittorio Arrigoni)
dal sito Azione del Popolo 
 

12.4.11

MEDITERRANEO BOLLENTE

di Ario Corapi

Ormai da mesi il Bacino del Mediterraneo sta vivendo una situazione a dir poco infuocata che ha travolto praticamente quasi tutti i governi/regimi che ne fanno parte, e che sta dimostrando come gli equilibri geopolitici mondiali stanno mutando radicalmente.





Tutto è cominciato all'inizio dell'anno 2011 con le rivolte in Tunisia ed Egitto che hanno portato al crollo dei regimi di Ben Ali
e Mubarak,
regimi dichiaratamente filo-occidentali ("moderati" come direbbero gli USA) e dietro ai quali sicuramente non ci sono solo i moventi della fame e della povertà che caratterizzano questi paesi, ma sopratutto c'è lo zampino di una superpotenza mondiale, il che fa pensare alla Cina.

Perché si pensa che dietro a queste rivolte ci sia la Cina e non gli Stati Uniti, come potrebbero pensare molti?
Le motivazioni sono molte: perché la Cina, a differenza degli USA, ha a disposizione delle riserve finanziarie immense per finanziare guerre e golpe in giro per il mondo, cosa che invece gli USA non hanno visto l'elevato debito pubblico americano e considerato anche che la Cina negli ultimi anni ha comprato praticamente tutto il debito pubblico della potenza a stelle e strisce; 
inoltre gli USA non avrebbero potuto avere alcun interesse a rovesciare tali "regimi amici" sapendo di correre il rischio di veder poi sorgere in questi paesi dei nuovi regimi guidati dai movimenti fondamentalisti islamici che, tra gli obbiettivi primari, hanno quello di dichiarare guerra allo Stato d'Israele (fedele alleato USA) che si trova praticamente a due passi dal Nord Africa e la cui supremazia sul Medio Oriente è notevole; 
 
infine, un'altra motivazione è quella che vede al confronto politico il governo di Washington e quello di Pechino; l'amministrazione Obama
negli USA è tra le più deboli della storia americana (specie dopo le elezioni del Congresso tenutesi ad ottobre, in cui Obama ha perso la maggioranza), mentre il governo cinese capeggiato da Hu Jintao
è tra i governi più forti del momento a livello mondiale considerata anche il boom (politico,economico e finanziario) della potenza cinese: la prova della supremazia cinese nei confronti degli USA la si è potuta notare durante l'ultimo incontro tra Obama e Hu Jintao tenutosi a Washington a gennaio 2011 in cui il leader cinese si è praticamente preso gioco di Obama e quest'ultimo è stato costretto a subire in silenzio.
Le motivazioni citate finora dimostrano chiaramente come dietro alle rivolte della Tunisia e dell'Egitto sia la Cina a trarne beneficio mentre invece la potenza americana, insieme ai suoi alleati, è ormai prossima ad un inesorabile declino.
L'unica rivolta popolare dei paesi mediorientali, per la quale si può dire che dietro vi sia veramente la potenza americana, e da cui essi stanno cercando di trarre beneficio, è quella che da qualche settimana vede coinvolta la Siria
in cui, rovesciando il regime di Assad e favorendo l'ascesa al potere di qualcun altro, gli USA stanno cercando di crearsi un nuovo regime satellite che sostituisca l'ormai decaduto Mubarak e che quindi collabori con lo Stato d'Israele il quale, non potendo più contare su Mubarak, necessita di un nuovo regime alleato nella zona del Medio Oriente.

In riferimento alla situazione in Libia, la vicenda si fa più densa e complicata, in quanto il regime di Gheddafi, a differenza di Ben Ali e Mubarak, non è mai stato sostenuto dagli americani e in quanto in Libia si esclude lo zampino della Cina. La questione libica è quella che riguarda più da vicino l'Italia considerate le vicende degli ultimi anni sugli incontri tra Berlusconi e Gheddafi.

Non ci vuole un genio per capire che sulla questione libica l'Italia si sta facendo mettere i piedi in testa dagli USA, dalla Francia e dalla Gran Bretagna, a giocare a nostro sfavore c'è anche una politica estera alquanto scadente da parte del nostro governo, in quanto l'Italia ha temporeggiato fin troppo e non ha agito quando era il momento cioè prima che l'ONU prendesse la decisione di autorizzare la missione militare da parte della NATO.

L'emergenza sbarchi a Lampedusa era prevedibile, 
tant'è vero che Maroni qualche settimana fa si era rivolto a Bruxelles chiedendo di cooperare per l'accoglienza dei profughi ed un eventuale respingimento dei clandestini, 
ma da Bruxelles la risposta è stata uno schietto "Fatti vostri!"; di fronte a tale risposta un governo serio avrebbe intuito il tentativo, da parte di alcune forze dell'Unione Europea, di tagliare fuori l'Italia dalla questione libica: infatti l'Italia avrebbe dovuto, senza intraprendere una politica coloniale, mandare il proprio esercito in Libia a difendere i pozzi di petrolio e il gasdotto ottenuti dagli accordi commerciali con Gheddafi e che sono stati siglati dalla multinazionale energetica italiana, l'ENI.

Invece così facendo l'Italia ha subìto in silenzio le reazioni di Bruxelles dando il tempo alle altre forze della NATO di organizzarsi e soprattutto dando la possibilità allo scaltrissimo presidente francese Sarkozy di prendersi la leadership della coalizione NATO per capitanare, insieme agli USA, l'operazione bellica in Libia;
in questo modo l'Italia resterà solamente a guardare mentre gli USA e la Francia si prenderanno buona parte della torta (vale a dire: gli approvvigionamenti di gas e petrolio). 
Infatti, come ha puntualmente precisato Maurizio Crozza qualche settimana fa nella copertina di Ballarò: " In Libia ci si potrà spartire un bottino di guerra consistente, ai francesi il petrolio, agli americani il gas e a noi i profughi."


Sarkozy, guidando l'operazione bellica con la sua scaltrezza, sta cercando di far ottenere alle due grandi aziende energetiche francesi (la Total per il petrolio e la Gaz de France per il gas) dei grandi approvvigionamenti energetici per poi ricavarne numerosi consensi elettorali in vista della elezioni presidenziali del prossimo anno e nel tentativo di rlanciare il proprio mandato presidenziale finora deludente; inoltre, l'altro fine di Sarkozy potrebbe essere quello di far diventare la Francia il principale alleato europeo degli Stati Uniti per ottenere così la leadership dell'Unione Europea e della NATO approfittando anche della crisi economica e del declino internazionale dell'altro alleato europeo degli americani, ossia, la Gran Bretagna.

Per concludere, non è difficile prevedere che l'Italia uscirà dalla situazione del Nord Africa completamente a pezzi, visto e considerato che perderemo (o meglio "ci faremo soffiare") il gas e il petrolio a beneficio della Francia e degli Stati Uniti; ricordiamo che siamo l'unico paese dell'Unione Europea che in questi giorni si sta vedendo arrivare i barconi di profughi e clandestini in quanto la Francia, dove dovrebbero e vorrebbero stabilirsi molti profughi di madre lingua francese, ha chiuso tutte le frontiere infischiandosene altamente degli Accordi di Schengen (accordi che stabiliscono l'abbattimento di tutte le frontiere tra i paesi aderenti all'Unione Europea) a dimostrazione di quanto le norme comunitarie dell'UE siano una bufala.

L'Italia non può respingere i barconi in quanto ciò comporterebbe una violazione delle norme comunitarie; ma allora se queste norme comunitarie esistono e vanno rispettate perché la Francia ha potuto chiudere le frontiere, violando gli accordi di Schengen, e respingere tutti i profughi che venivano intercettati al confine con l'Italia che tentavano di entrare in Francia?
A giudicare dalla situazione attuale non ci va molto per capire che l'Unione Europea,
con la complicità della Banca Centrale Europea




e del Fondo Monetario Internazionale, 











vogliono privare l'Italia delle risorse energetiche e riempirla di barconi di profughi per indebolirne l'economia e il sistema in generale (il cosiddetto "sistema-Italia") con l'intenzione di far finire l'Italia nella morsa della speculazione internazionale, facendoci fare la fine di paesi come la Grecia, l'Irlanda, la Spagna e il Portogallo per completare così l'acronimo PIIGS
(Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), che comprende i paesi europei presi di mira dalle bande di speculatori internazionali dopo lo scoppio della crisi finanziaria degli ultimi anni. 
Ario Corapi,
Università degli Studi di Torino,
Facoltà di Scienze Politiche

9.4.11

Complimenti e Auguri a un piemontese D. O. C. dal Quintiliano

Gabriele Galateri di Genola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gabriele Galateri di Genola (Roma, 1947) è un dirigente d'azienda italiano. Presidente di Assicurazioni Generali dall'8 aprile 2011.

Indice

Biografia

Figlio di un alto ufficiale dell'esercito, appartenente alla nobile famiglia piemontese dei conti di Suniglia e di Genola, consegue la laurea in legge e un master of Business Administration della Columbia University. Nel 1969 inizia l'attività universitaria all'Università di Roma, ma già negli anni '70 è un responsabile di rilievo al Banco di Roma, e direttore finanziario del gruppo Saint Gobain in Italia e poi a Parigi.
Nel 1977 entra in FIAT, chiamato da Cesare Romiti come responsabile del settore finanza estera. Amministratore delegato dell' IFIL nel 1986, dal 1993 al 2002 ne sarà pure direttore generale.
Il 27 giugno 2002 è nominato amministratore delegato della FIAT, a fianco di Paolo Fresco, per poi lasciare la carica nel dicembre dello stesso anno. Per la prima volta nella storia della FIAT la carica di amministratore delegato veniva svolta congiuntamente da due dirigenti e la cosa portò un certo scompiglio nell'organigramma aziendale, dato che lo statuto societario non prevedeva tale eventualità. Per questo motivo lo statuto venne modificato nella seduta straordinaria tenutasi il 12 settembre.[1] La sua nomina fu considerata "una svolta definitiva nella storia del Gruppo Fiat", segnando, secondo alcuni, una sconfitta di Gianni Agnelli, secondo altri una sorta di "commissariamento da parte delle banche", secondo altri ancora segnando la trasformazione della Fiat in pura "finanziaria di partecipazioni"[2] .
Dal 2003 al 2007 è presidente di Mediobanca. Nel 2007 lo stesso comitato nomine di Mediobanca lo elegge presidente di Telecom Italia in sostituzione di Pasquale Pistorio (ufficialmente entra in carica il 3 dicembre 2007).
Il 21 novembre 2007 è stato insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'onore ,[3]

Note

  1. ^ Gino Scotti, Fiat, auto e non solo, Donzelli, Roma, 2003, p.150
  2. ^ Gino Scotti, Fiat, auto e non solo, Roma, Donzelli, 2003
  3. ^ l'articolo sul sito dell'ambasciata di Francia in Italia

Bibliografia

Collegamenti esterni

2.4.11

PASOLINI IL MANIERISTA: ACCATTONE

GIOVEDI' 07.04.11
ore 17
nella sede del Quintiliano
in 
Piazza Vittorio Veneto 13
(II piano)
secondo  appuntamento 
con
la rassegna
PASOLINI IL MANIERISTA
LA VERITA' NON E' IN UN SOLO SOGNO
visione del film
ACCATTONE
di Pier Paolo Pasolini


ingresso libero fino a esaurimento posti

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BREVE STORIA dell'Associazione



ASSOCIAZIONE CULTURALE QUINTILIANO - Il 24 settembre 2010 viene costituita a Torino l'Associazione Quintiliano, che opera in città con i suoi comitati territoriali e laboratori scolastici. La fondazione deriva dall'esperienza laboratoriale iniziata nel 2001.
Nel 2001, a Torino, è partito il progetto del primo Laboratorio Culturale che, con le sue attività didattiche, ha contribuito e contribuisce alla costruzione della personalità degli studenti che ancora lo frequentano, aprendo loro gli orizzonti del sapere. Dopo una prima fase sperimentale, il laboratorio è stato ideato, dal prof. Dario Coppola, e ha così preso corpo nel 2004 con l'acronimo LDG, cioè Laboratorio Didattico del Giusti, il liceo torinese nel quale l'attività ha visto i suoi esordi raccogliendo l'eredità di un grande docente di quel liceo, alla cui memoria il laboratorio è perciò stato dedicato: si tratta del prof. Giorgio Balmas.
Dal 2007 il progetto ha allargato il suo raggio d'azione ed è diventato un laboratorio interscolastico al quale, nella IIIB (2008-09) del Liceo Alfieri, è stato attribuito dal fondatore il nome LC QUINTILIANO. Da allora, il laboratorio ha raggiunto con le sue proposte anche gli studenti e i docenti di altre prestigiose scuole torinesi, e della provincia, come il Copernico, il D'Azeglio, il Majorana di Moncalieri e di Torino, il Gioberti, il Cattaneo, il Ferraris, il Cottini, lo Spinelli, lo Steiner, il Gobetti, il Regina Margherita, il Grassi, il Conservatorio Verdi e - anche - l'Università degli Studi e il Politecnico di Torino.
Nel 2009 sono stati attivati nove laboratori paralleli del Quintiliano corrispondenti alle redazioni scolastiche attive nei settori dell'istruzione secondaria (scuole superiori) e degli atenei torinesi.
Nel 2010 viene stilato il progetto della costituzione di un'Associazione Culturale che comprenda i laboratori già attivi e quelli da attivare.

Le proposte culturali dei laboratori sono di vario tipo:

THEATRUM: visione di spettacoli, a teatro;

AUDITORIUM: ascolto di concerti;

CINEFORUM: visione critica di film al cinema; partecipazione a rassegne cinematografiche;

SYMPOSIUM: incontro, con cena, per socializzare e riflettere informalmente, a caldo, sullo spettacolo cui si è assistito, anche con l'ausilio di schede didattiche;

CIVES: approfondimenti su legalità, educazione alla cittadinanza, Costituzione Italiana;

LUDUS: appuntamenti etico-sportivi;

ETHNE: partecipazione alle iniziative multietniche del territorio;

PACHA MAMA: iniziative ambientali ed ecologiche;

GANDHI: iniziative non-violente contro ogni tipo di discriminazione;

AGORÁ: dibattiti su temi d'attualità per la formazione delle opinioni;

BIBLOS: presentazione di libri;
ARTIFICIUM: promozione dei talenti artistici dei nostri allievi ed ex-allievi e progettazione delle visite alle mostre d'arte;
MNEMOSYNE: recupero delle nostre origini culturali nella storia (viaggio nella memoria, rievocazioni, visite a mostre, spettacoli, conferenze, lezioni introduttive alla storia del teatro, del cinema, della televisione e della radio);
MONOGRAPHIA: presentazioni monografiche interdisciplinari di autori attraverso significative opere che hanno arricchito il nostro patrimonio culturale;
EXPERT: trattazione di tematiche, da parte di esperti, per conoscere meglio le dinamiche dei fenomeni che ci presentano l'attualità e la storia;
DOSSIER: approfondimenti, documentazioni, testimonianze, recensioni, raccolte, relazioni, ricerche e tesine;
IN ITINERE: viaggi di istruzione brevi fuori urbe;
CAUPONA: incontri per accrescere e raffinare la cultura enogastronomica;
AUGUSTA TAURINORUM: lezioni itineranti nei luoghi storici della nostra città, che hanno visto transitare i maestri del sapere, e che ancora ne conservano l'eco;

DHARMA: appuntamenti con la filosofia e la spiritualità;
BERUF: informazione e formazione economica;
REPORTER: la realtà fotografata ad arte (mostre fotografiche);
IN CONCERT: reading, tendenze musicali, concerti;
CINEFERIAE: visione critica di film su richiesta degli studenti durante le vacanze.

Inoltre, il settore Informazione dei Laboratori comprende:


MONITOR: avvisi e segnalazioni;
VADEMECUM: segnalazioni di eventi culturali nel territorio urbano;
IN AETHERE: la cultura in tv o via radio;
NEWS: notizie dalle scuole collegate col nostro laboratorio;
WEB: notizie dalla rete.

Nel 2009 sono stati aperti anche:
1) un gruppo ufficiale su Facebook;
2) un canale video "LC QuintilianoTV" su YouTube, che consente un'espressione ulteriore della creatività comune di chi continua a costruire i nostri laboratori.
Gli studenti "storici" che, negli anni passati, hanno contribuito, insieme a decine di altri, con il coordinatore a condurre QUINTILIANO sono stati:

GUGLIELMO SANDRI GIACHINO (2005-06)
NICOLO' STROCCO (2006-07)
FLAVIO MERGOTTI (2007-08)
FEDERICO GARINO (2008-09)
ALBERTO ZANELLO (2008-09)
DAVIDE BIAGIONI (2008-09)
FEDERICO SILVESTRI (2008-09)
JACOPO VILLANI (2009-10)
ALBERTO SALUZZO coordinatore della costituenda Associazione Culturale (2009-10)


dal 24 settembre 2010:

data della costituzione dell'Associazione Quintiliano
Elezione del primo
Consiglio Direttivo (2010 - 11)
Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Davide Biagioni (da settembre a dicembre 2010); Emanuele Amo (da gennaio 2011); Tesoriere: Federico Garino; Segretario: Alberto Saluzzo (da settembre 2010 a gennaio 2011); Davide Biagioni (da febbraio 2011); Altri Consiglieri: Alberto Zanello, Jacopo Villani, Antonino D'Ambra, Irene Fusi, Daniele Grillo.


dal 24 settembre 2011:
secondo Consiglio Direttivo (2011-12)

Presidente: Dario Coppola; Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario organizzativo: Ario Corapi (da settembre 2011 a marzo 2012); Jacopo Villani (da marzo 2012). Comitato esecutivo: ai consiglieri sopra citati si aggiungono i sottotesorieri Alessandro Minetti, Jacopo Villani (fino a marzo 2012), Ario Corapi (da marzo 2012) e i sottosegretari Bernardo Basilici Menini, Marcello Fadda.






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