ISCRIZIONI in sede (P.zza Vittorio 13 - TO: lun - ven ore 8 - 17). Tesseramento: € 10. Quota associativa annuale: € 5

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SEDE CENTRALE: piazza Vittorio Veneto 13, 10124 Torino; SEDE 2 c/o 'Blue Train' Via A. Bonafous 6 - Torino, Italy
Consiglio Direttivo: Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario: Jacopo Villani. Per l'iscrizione all'Associazione si può richiedere il modulo in sede o a un membro del Consiglio Direttivo. Fax: 011885507 Mail: acquintiliano@hotmail.it
L' ASSOCIAZIONE QUINTILIANO è stata ideata da Dario Coppola nel 2000

ed è stata fondata nel 2010 con Emanuele Amo, Davide Biagioni, Federico Garino, Irene Fusi, Alberto Saluzzo, Jacopo Villani, Alberto Zanello. A questi soci fondatori sono stati aggiunti, con nomina del presidente, Antonino D'Ambra e Daniele Grillo.

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29.9.10

Lunedì 04.09.10 ore 20 c/o Auditorium Agnelli - Lingotto




per
 I Concerti del Lingotto
Recupero del concerto annullato in data 10 giugno u.s. per motivi tecnico-logistici, il 4 ottobre prossimo:
Auditorium Giovanni Agnelli
ore 20
Royal Concertgebouw Orchestra
Daniele Gatti, direttore
Yuja Wang, pianoforte
Brahms   Tragische Ouvertüre in re minore op. 81
Prokof’ev   concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in do maggiore op. 26
Strauss  Don Juan op. 20

Strauss  
Till Eulenspiegels lustige Streiche poema sinfonico op. 28




SONO DISPONIBILI PER L'ASSOCIAZIONE QUINTILIANO 
SOLO 3 BIGLIETTI GRATUITI 
CONTATTANDO IL PROF. COPPOLA

26.9.10

Lunedì 27.09.10 ore 20.05 c/o Cinema Romano * IL SITO SU PASOLINI CITA QUELLO DEL QUINTILIANO

London River




Un film di Rachid Bouchareb. Con Brenda Blethyn, Sotigui Kouyaté, Roschdy Zem, Sami Bouajila, Bernard Blancan. Drammatico, durata 87 min. - Gran Bretagna, Francia, Algeria 2009.7 luglio 2005. 


A Londra esplodono bombe sui mezzi pubblici causando numerose vittime. Mrs. Sommers, che vive in un paesino su una delle isole della Manica, apprende la notizia dalla televisione e subito telefona alla figlia Jane che studia a Londra. Jane non risponde alle numerose chiamate. Ousmane è un africano che lavora alla tutela del patrimonio forestale. Anche suo figlio, che non vede da quando era piccolo, vive e studia a Londra. Sia Mrs. Sommers che Ousmane partono per la capitale britannica nella speranza di trovare i reciproci figli ancora vivi. Si incontreranno e scopriranno di essere i genitori di due ragazzi che si amavano. Ma dove sono ora?


Rachid Bouchareb continua a perseguire un'idea di cinema che proponga il dialogo tra culture diverse. Lo fa, in questa occasione, con un film alla Loach non tanto per l'ambientazione quanto per il modo di guardare alle persone comuni. Mrs. Sommers e Ousmane sono due genitori come tanti, con la loro quotidianità scandita da un lavoro fatto con passione. Le fedi differenti (lei protestante lui musulmano) potrebbero dividerli, secondo quanti predicano (da una parte e dall'altra) l'odio e la divisione. Si incontrano casualmente proprio perché l'odio seminato a piene mani tra la folla potrebbe aver reclamato i loro figli come vittime. A partire da una iniziale diffidenza costruiranno un percorso comune sostenendosi a vicenda in una ricerca che sperano sia a lieto fine. Nel frattempo impareranno molto su se stessi e anche sui figli di cui in fondo non conoscevano le scelte.

















Giorgio Gaber nel suo ultimo spettacolo, in un monologo, diceva che se riuscissimo ad ammettere con noi stessi la diffidenza iniziale e quasi istintiva, piccola o grande, che proviamo nei confronti di chi non è come noi (per colore della pelle, cultura, religione) avremmo fatto un primo reale passo per abolire il razzismo. È quello che fanno i protagonisti di questo bel film: partono dalla distanza (soprattutto Mrs. Sommers) per giungere alla conoscenza e alla comprensione reciproche. Non è facile ma è possibile e necessario.


da mymovies (G. Zappoli)
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il sito ufficiale su 

Pasolini 

ha pubblicato 

due recensioni di 

Dario Coppola

 presidente dell'Associazione 

Quintiliano

visibili ai seguenti link




la fonte è questo nostro sito: 

24.9.10

OGGI E' NATA LA NOSTRA ASSOCIAZIONE CULTURALE

24 SETTEMBRE 2010 ore 14
Nasce l'Associazione Culturale 
QUINTILIANO








Presidente: Dario Coppola 


Vice Presidente: Davide Biagioni

 Tesoriere: Federico Garino

Segretario: Alberto Saluzzo









Consiglieri: 

Alberto Zanello

Jacopo Villani

Antonino D'Ambra 

Irene Fusi

Emanuele Amo

Daniele Grillo


21.9.10

Quintiliano di nuovo su Facebook


EXTREMA RATIO A causa di un virus, o di uno scherzo alquanto spiacevole, siamo stati costretti a cancellare tutti gli iscritti, compreso il fondatore, dal gruppo di Facebook dedicato alla nostra Associazione.












EX NOVO 
Un nostro nuovo spazio è stato aperto su Facebook  dopo i problemi causatici, da domenica scorsa, da un grave disservizio informatico.








Rieccoci su Facebook.

Il nuovo gruppo su Facebook sulla nostra Associazione si può già raggiungere, facendo attenzione a non iscriversi però al vecchio gruppo: 

il vecchio gruppo si chiamava 
QUINTILIANO Associazione Culturale - Torino 
(col trattino prima fra le parole Culturale e Torino); 

il nuovo, invece, è 

QUINTILIANO Associazione Culturale Torino 

E' importante considerare questa differenza per evitare che ricominci la pioggia di notifiche. Stiamo lavorando per voi e con voi: grazie della collaborazione a tutti e arrivederci su Facebook!


Dario Coppola, 
presidente

18.9.10

Lunedì 20.09.10 ore 19.45 c/o Cinema Romano

Miral
Un film di Julian Schnabel. Con Hiam Abbass, Freida Pinto, Yasmine Al Massri, Ruba Blal, Alexander Siddig. Drammatico, durata 112 min. - India, Israele, Francia, Italia 2010. - Eagle Pictures.

Gerusalemme 1948. Hindi Hussein incontra nella strada 55 bambini palestinesi orfani che hanno perso i loro cari in un attacco israeliano. Li porta a casa sua e offre loro rifugio. Nel giro di pochi mesi gli orfani che ricevono aiuto da lei raggiungono il numero di 2000. La casa di Hindi si trasforma nell'Istituto Al-Tifl Al-Arabi (La Casa dei Bambini) divenendo simbolo di speranza e di istruzione per i più piccoli travolti dal conflitto. Trent'anni dopo sarà ospite della Casa un abambina di sette anni la cui madre si è suicidata. Si tratta di Miral che, una volta divenuta una ragazza decide di impegnarsi attivamente a favore del suo popolo rischiando in prima persona e vivendo sulla sua pelle le contraddizioni di quella complessa condizione politica e sociale.

Miral è il nome di un fiore che cresce ai bordi delle strade, uno di quelli che sbocciano a migliaia ma che pochi notano. Julian Schnabel, artista a tutto tondo e da sempre attento a vicende di chi viene posto dalla vita sul difficile ed arduo crinale delle scelte determinanti, non poteva non dare attenzione al libro di Rula Jebreal che mescola storie tutte rigorosamente vere perché, come afferma, “Non esiste spazio per l'immaginazione nel Medio Oriente. Puoi solo raccontare quello che hai visto coi tuoi stessi occhi. Ogni singolo giorno questo luogo ti obbliga a decidere chi devi essere e cosa devi fare. E' un qualcosa che ti viene imposto”. La vicenda narrata nel libro però ha finito con l'imporsi alla densa visionarietà di Schnabel quasi forzandolo a un didascalismo che può risultare sicuramente efficace per un pubblico giovane (che poco o nulla sa delle vicende mediorientali) ma che fa rimpiangere la complessità stilistica deLo scafandro e la farfalla.


Perché se Hindi è il fil rouge che unisce le storie personali ci troviamo poi a seguire ciò che accade a Nadia e a sua figlia Miral senza che alcuno scatto narrativo ci aiuti ad entrare ‘dentro' le loro storie. Le osserviamo, con tristezza così come Miral bambina quando vede abbattere, senza alcuna ragione se non quella del più forte, una povera abitazione palestinese. Schnabel sembra ritrovare la propria vena (quasi che prima avesse ‘voluto' aderire quanto più possibile all'esperienza tradotta in libro dalla sua attuale compagna) quando in Miral si fanno sempre più laceranti le contraddizioni tra l'ideologia e l'incontro con le persone reali obbligandola a decodificare ciò che la circonda con uno sguardo profondamente diverso ma non per questo acquiescente.
(da mymovies)

10.9.10

Lunedì 13.09.10 PRIMO CINEFORUM ore 19.45 c/o Cinema Lux

La solitudine dei numeri primi


Un film di Saverio Costanzo. Con Alba Rohrwacher, Luca Marinelli, Martina Albano, Arianna Nastro, Tommaso Neri. Drammatico, durata 118 min. - Italia, Francia, Germania 2010.

Alice e Mattia. Coetanei a Torino. Bambini le cui coscienze sono attraversate da un trauma profondo che non li abbandonerà mai. Alice e Mattia. Si conoscono. Potrebbero amarsi. Si separano (lui accetta un incarico in Germania e lei si sposa). Potrebbero ritrovarsi se consentissero a se stessi ciò che si sono sempre in qualche modo vietati.
Saverio Costanzo alla sua terza prova si assume il non facile compito di rileggere un best seller quale è il romanzo omonimo di Paolo Giordano (con il quale scrive la sceneggiatura). Lo fa con grande coraggio a partire dal nuovo mutamento di stile. Nessuno dei tre film del regista è simile all'altro nello sguardo e nelle modalità di ripresa perché Costanzo adatta il proprio fare cinema (che resta coerente in quanto a scelta di tematiche di base) alla storia che racconta. Questo può spiazzare chi preferisce che un regista rimanga sempre fedele ad elementi linguistici che lo rendano facilmente identificabile e collocabile.

Costanzo destruttura la linearità narrativa del romanzo avvertendoci sin dall'inizio (grazie anche alla musica di Mike Patton e a una grafica di forte impatto) che ci troviamo dinanzi ad un horror. Perché l'orrore della sofferenza attraversa corpi ed anime dei due protagonisti. Alice, la cui lesione fisica verrà spiegata solo molto più avanti ma che da subito determina il suo rapporto con il mondo e Mattia, che ha un vulnus che lo tormenta nel profondo spingendolo all'autolesionismo. Due corpi che potrebbero fondersi ma che restano murati in una solitudine che si presenta come ineluttabile perché il senso di colpa e il sentirsi fuori posto (in una società sempre più spietata sin dalle età più giovani) finiscono con lo spingere a costruire muri in cui si possono aprire solo piccole brecce che sembrano sempre pronte a richiudersi.

I flashback inseguono i flashforward perché il dolore non conosce percorsi canonici e gli eventi che hanno segnato una vita non chiedono il permesso per riemergere. Costanzo ricostruisce la sofferenza del vivere di Alice e Mattia quasi fosse il puzzle che quest'ultimo portò alla festa di compleanno di un compagno di classe che costituì l'atroce punto di non ritorno della sua vita. I pezzi di un puzzle si combinano per associazioni che ogni appassionato al gioco individua in modo diverso e finiscono con il determinare solo alla fine una struttura che origina dal caos di una miriade di pezzi. Così come le vite dei due protagonisti. Così come le vite di molti. Numeri primi divisibili solo per uno e per sé stessi in disperata e talvolta contraddittoria ricerca di una possibilità diversa.

da mymovies (G. Zappoli)

NOSTRA RECENSIONE


Nella matematica, mentre un numero maggiore di 1 che abbia più di due divisori si dice composto, un numero naturale maggiore di 1 che sia divisibile solo per 1 e per se stesso si dice un numero primo. 
Si definiscono poi numeri primi gemelli due numeri primi che differiscono tra loro di due. Fatta eccezione per la coppia (2, 3), questa è la più piccola differenza possibile fra due primi (esempi di coppie di primi gemelli: 5 e 7, 11 e 13, e 821 e 823). 
Per sua natura un numero primo è solo, ma può avere un gemello. Così com'è per il protagonista del romanzo di Paolo Giordano, e del film di Saverio Costanzo, Mattia. Si è parlato non troppo bene del film, e molto meglio del romanzo. Anche se non è da me condivisibile quanto detto nel trailer del film sul fatto che il libro abbia appassionato tutte le nuove generazioni, lo ritengo un bel romanzo e, a mio avviso, anche il film è molto bello, peraltro sceneggiato dallo stesso Giordano insieme a Costanzo. Di lui già avevo apprezzato Private (2004) e In memoria di me (2007).
Troviamo nel film un sound, che richiama atmosfere gotiche come quelle dei Goblin in Profondo rosso di Dario Argento, e una città, Torino, già scelta proprio per il suo film da Argento stesso avvolta da Costanzo, in un'autunnale pioggia dal fascino irreale e inquietante, finché non si diradano le nubi dell'oblio.
Al di là della simbologia della matematica, che campeggia nel romanzo e un po' meno nel film, sono rimasto attratto dall'aria enigmatica della sceneggiatura, e colpito da due elementi: lo sguardo vitreo, che si evidenzia particolarmente nell'espressione dei due attori che rappresentano Mattia adolescente e adulto; i giochi di campo, realizzati dalla cinepresa in modo da rendere sfocato lo sfondo in alcuni momenti fondamentali. Mattia è inquietante, spaventa anche la sua stessa madre. Nella caligine della mia mente sono affiorati l'immagine del perturbante di Freud, che emerge da racconti quali L'uomo della sabbia (Der Sandmann) di E.T.A. Hoffmann del 1815, e il ricordo della Gradiva di Wilhelm Jensen, libro che tratta di un bassorilievo, raffigurante una donna pietrificata dalla lava di Pompei, il quale risveglia nel ricordo dell'archeologo, personaggio maschile di questo racconto del 1903, la donna rimasta pietrificata nel suo inconscio. Alice, protagonista femminile del film, è ambigua o ambivalente: è l'alter ego di Mattia. E' però soprattutto l'alter ego di Michela, la gemella di Mattia.


Alice viene rappresentata pallida e problematica, anche sola, come un numero primo.
Nello shakerare le tre età (infanzia, adolescenza, maturità) a un certo punto - culminante - del film giunge la scena risolutrice dell'enigma ove s'incontrano i due elementi di cui parlavo:
il gioco di campo, con la messa a fuoco, che rivela ad Alice - nel quadro di famiglia - la gemella di Mattia, ossia Michela, la quale ha anch'essa uno sguardo vitreo: i suoi occhi sono fissi, grossi, troppo grossi. Sono gli stessi di Mattia, dopo la tragedia, all'inizio della sua adolescenza, da quando lo si vede entrare in classe sino alla fine del film. Gli attori che interpretano i due gemelli da piccoli non erano segnati dalla tragedia. Nel quadro di famiglia sono invece impressi quegli occhi, che rivelano la vera storia di Mattia e la presenza di quella donna che è rimasta pietrificata in lui e che Alice scopre. Alice è simbolo sia di Michela, per Mattia, sia di se stesso, inscindibile dalla gemella anche dopo la di lei scomparsa. Alice è dunque la fotografia di Michela e Mattia stessi: non a caso fa la fotografa.
Alice, perciò, è androgina riproducendo sia Michela sia Mattia, come si vedrà nell'allucinazione dal fruttivendolo; il rapporto tormentato con Viola, che preludeva anche a un amore omosessuale, sarà superato dalla realtà, ancora una volta fotografata da Alice, nella quale Viola sposerà un uomo potente, ricco ma non bello.
Correlativi oggettivi della tragedia e del male incombente sono il tatuaggio, la caramella sporca che Alice è costretta a ingoiare, il suo esser resa zoppa da un incidente, i tagli sul corpo che accomunano Mattia e Alice. La tragedia ineluttabile incombe come un mostro lungo la narrazione filmica:
quella famelica sete degli occhi del mostro, interpretato dall'adulto che gioca alla festa dell'amico di Mattia, rappresenta il momento della tragedia stessa; da quell'attimo, che non fuggirà più, Mattia cerca di fuggire, di sparire ma chi scompare è Michela, che rimane ibernata o pietrificata in Mattia stesso.

Il mostro era, già all'inizio del film, rappresentato nel Minotauro ucciso da Teseo, nella recita scolastica della classe di Mattia, il quale ha il presagio della tragedia.


Mattia, percorrendo le stagioni della vita nel labirinto delle età fatto di ricordi e traumi che si susseguono come in quella passerella luminosa della scuola e, soprattutto, come in quella galleria buia e umida di pioggia che egli deve attraversare, avrà il coraggio di uccidere quel mostro che porta con sé.

Alice, come Arianna nel mito, lo aiuterà attraversando anch'essa quella selva oscura, quel fitto fogliame del tempo, fornendogli il suo filo che gli consentirà di ritrovare le soluzioni al problema della solitudine impostagli dalla tragedia.

Nel film, i protagonisti dopo sette anni si ritroveranno a Torino, città nella quale Alice è stata piantata in asso - o meglio: in Nasso, per riprendere il mito di Teseo.

Un ultimo enigma: non riuscivo a capire il nesso fra Bette Davis eyes di Kim Carnes e il film. Invece, ora mi pare chiaro, cristallino, proprio come gli occhi stessi di Mattia, o quelli glaciali, impressionati e impressionanti di Michela, così rappresentati nell'iperrealista quadro di famiglia, a mo' di fotografia. Quegli occhi sono cantati in modo suggestivo dalla voce di Kim Carnes il cui testo sembra descrivere proprio Michela:


I suoi capelli sono biondi
come quelli della Harlow
le sue labbra una dolce sorpresa
le sue mani non sono mai fredde
lei ha gli occhi di Bette Davis
lei metterà su la sua musica
tu non dovrai pensarci due volte
lei è pura come la neve di New York
lei ha gli occhi di Bette Davis
e lei ti prenderà in giro
ti metterà a disagio
farà del suo meglio per compiacerti
lei è precoce
e sa benissimo quanto ci vuole
per fare arrossire una prostituta
lei sospira come Greta Garbo
lei ha gli occhi di Bette Davis
lei ti permetterà di accompagnarla a casa
questo stuzzica il suo appetito
lei metterà su di te il suo trono
lei ha gli occhi di Bette Davis
lei farà una capriola su di te
lei ti farà rotolare come fossi un dado
fino a che ne uscirai triste
lei ha gli occhi di Bette Davis
lei ti esporrà, quando abbindola i tuoi piedi
con le briciole che lei ti lancia
lei è feroce
e sa benissimo quanto ci vuole
per fare arrossire una prostituta
tutti i ragazzi pensano che lei sia una spia
lei ha gli occhi di Bette Davis
e lei ti prenderà in giro
ti metterà a disagio
farà del suo meglio per compiacerti
lei è precoce
e sa benissimo quanto ci vuole
per fare arrossire una prostituta
tutti i ragazzi pensano che lei sia una spia
lei ha gli occhi di Bette Davis.

Questa bellissima canzone degli anni ottanta è un quadro nel quadro, una citazione che ancora pare rispondermi: Bette Davis fu una grande attrice famosa per i suoi occhi, che la resero famosa nel celebre film, da brivido, Che fine ha fatto Baby Jane?

E che fine ha fatto Michela per Mattia?
Dario Coppola



Hanno partecipato come comparse al film gli studenti del Liceo Alfieri e Filippo, nipote del prof. Coppola, nel ruolo di Teseo che uccide il Minotauro, all'inizio del film.

per vedere il nostro servizio andare al seguente link

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BREVE STORIA dell'Associazione



ASSOCIAZIONE CULTURALE QUINTILIANO - Il 24 settembre 2010 viene costituita a Torino l'Associazione Quintiliano, che opera in città con i suoi comitati territoriali e laboratori scolastici. La fondazione deriva dall'esperienza laboratoriale iniziata nel 2001.
Nel 2001, a Torino, è partito il progetto del primo Laboratorio Culturale che, con le sue attività didattiche, ha contribuito e contribuisce alla costruzione della personalità degli studenti che ancora lo frequentano, aprendo loro gli orizzonti del sapere. Dopo una prima fase sperimentale, il laboratorio è stato ideato, dal prof. Dario Coppola, e ha così preso corpo nel 2004 con l'acronimo LDG, cioè Laboratorio Didattico del Giusti, il liceo torinese nel quale l'attività ha visto i suoi esordi raccogliendo l'eredità di un grande docente di quel liceo, alla cui memoria il laboratorio è perciò stato dedicato: si tratta del prof. Giorgio Balmas.
Dal 2007 il progetto ha allargato il suo raggio d'azione ed è diventato un laboratorio interscolastico al quale, nella IIIB (2008-09) del Liceo Alfieri, è stato attribuito dal fondatore il nome LC QUINTILIANO. Da allora, il laboratorio ha raggiunto con le sue proposte anche gli studenti e i docenti di altre prestigiose scuole torinesi, e della provincia, come il Copernico, il D'Azeglio, il Majorana di Moncalieri e di Torino, il Gioberti, il Cattaneo, il Ferraris, il Cottini, lo Spinelli, lo Steiner, il Gobetti, il Regina Margherita, il Grassi, il Conservatorio Verdi e - anche - l'Università degli Studi e il Politecnico di Torino.
Nel 2009 sono stati attivati nove laboratori paralleli del Quintiliano corrispondenti alle redazioni scolastiche attive nei settori dell'istruzione secondaria (scuole superiori) e degli atenei torinesi.
Nel 2010 viene stilato il progetto della costituzione di un'Associazione Culturale che comprenda i laboratori già attivi e quelli da attivare.

Le proposte culturali dei laboratori sono di vario tipo:

THEATRUM: visione di spettacoli, a teatro;

AUDITORIUM: ascolto di concerti;

CINEFORUM: visione critica di film al cinema; partecipazione a rassegne cinematografiche;

SYMPOSIUM: incontro, con cena, per socializzare e riflettere informalmente, a caldo, sullo spettacolo cui si è assistito, anche con l'ausilio di schede didattiche;

CIVES: approfondimenti su legalità, educazione alla cittadinanza, Costituzione Italiana;

LUDUS: appuntamenti etico-sportivi;

ETHNE: partecipazione alle iniziative multietniche del territorio;

PACHA MAMA: iniziative ambientali ed ecologiche;

GANDHI: iniziative non-violente contro ogni tipo di discriminazione;

AGORÁ: dibattiti su temi d'attualità per la formazione delle opinioni;

BIBLOS: presentazione di libri;
ARTIFICIUM: promozione dei talenti artistici dei nostri allievi ed ex-allievi e progettazione delle visite alle mostre d'arte;
MNEMOSYNE: recupero delle nostre origini culturali nella storia (viaggio nella memoria, rievocazioni, visite a mostre, spettacoli, conferenze, lezioni introduttive alla storia del teatro, del cinema, della televisione e della radio);
MONOGRAPHIA: presentazioni monografiche interdisciplinari di autori attraverso significative opere che hanno arricchito il nostro patrimonio culturale;
EXPERT: trattazione di tematiche, da parte di esperti, per conoscere meglio le dinamiche dei fenomeni che ci presentano l'attualità e la storia;
DOSSIER: approfondimenti, documentazioni, testimonianze, recensioni, raccolte, relazioni, ricerche e tesine;
IN ITINERE: viaggi di istruzione brevi fuori urbe;
CAUPONA: incontri per accrescere e raffinare la cultura enogastronomica;
AUGUSTA TAURINORUM: lezioni itineranti nei luoghi storici della nostra città, che hanno visto transitare i maestri del sapere, e che ancora ne conservano l'eco;

DHARMA: appuntamenti con la filosofia e la spiritualità;
BERUF: informazione e formazione economica;
REPORTER: la realtà fotografata ad arte (mostre fotografiche);
IN CONCERT: reading, tendenze musicali, concerti;
CINEFERIAE: visione critica di film su richiesta degli studenti durante le vacanze.

Inoltre, il settore Informazione dei Laboratori comprende:


MONITOR: avvisi e segnalazioni;
VADEMECUM: segnalazioni di eventi culturali nel territorio urbano;
IN AETHERE: la cultura in tv o via radio;
NEWS: notizie dalle scuole collegate col nostro laboratorio;
WEB: notizie dalla rete.

Nel 2009 sono stati aperti anche:
1) un gruppo ufficiale su Facebook;
2) un canale video "LC QuintilianoTV" su YouTube, che consente un'espressione ulteriore della creatività comune di chi continua a costruire i nostri laboratori.
Gli studenti "storici" che, negli anni passati, hanno contribuito, insieme a decine di altri, con il coordinatore a condurre QUINTILIANO sono stati:

GUGLIELMO SANDRI GIACHINO (2005-06)
NICOLO' STROCCO (2006-07)
FLAVIO MERGOTTI (2007-08)
FEDERICO GARINO (2008-09)
ALBERTO ZANELLO (2008-09)
DAVIDE BIAGIONI (2008-09)
FEDERICO SILVESTRI (2008-09)
JACOPO VILLANI (2009-10)
ALBERTO SALUZZO coordinatore della costituenda Associazione Culturale (2009-10)


dal 24 settembre 2010:

data della costituzione dell'Associazione Quintiliano
Elezione del primo
Consiglio Direttivo (2010 - 11)
Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Davide Biagioni (da settembre a dicembre 2010); Emanuele Amo (da gennaio 2011); Tesoriere: Federico Garino; Segretario: Alberto Saluzzo (da settembre 2010 a gennaio 2011); Davide Biagioni (da febbraio 2011); Altri Consiglieri: Alberto Zanello, Jacopo Villani, Antonino D'Ambra, Irene Fusi, Daniele Grillo.


dal 24 settembre 2011:
secondo Consiglio Direttivo (2011-12)

Presidente: Dario Coppola; Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario organizzativo: Ario Corapi (da settembre 2011 a marzo 2012); Jacopo Villani (da marzo 2012). Comitato esecutivo: ai consiglieri sopra citati si aggiungono i sottotesorieri Alessandro Minetti, Jacopo Villani (fino a marzo 2012), Ario Corapi (da marzo 2012) e i sottosegretari Bernardo Basilici Menini, Marcello Fadda.






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