ISCRIZIONI in sede (P.zza Vittorio 13 - TO: lun - ven ore 8 - 17). Tesseramento: € 10. Quota associativa annuale: € 5

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SEDE CENTRALE: piazza Vittorio Veneto 13, 10124 Torino; SEDE 2 c/o 'Blue Train' Via A. Bonafous 6 - Torino, Italy
Consiglio Direttivo: Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario: Jacopo Villani. Per l'iscrizione all'Associazione si può richiedere il modulo in sede o a un membro del Consiglio Direttivo. Fax: 011885507 Mail: acquintiliano@hotmail.it
L' ASSOCIAZIONE QUINTILIANO è stata ideata da Dario Coppola nel 2000

ed è stata fondata nel 2010 con Emanuele Amo, Davide Biagioni, Federico Garino, Irene Fusi, Alberto Saluzzo, Jacopo Villani, Alberto Zanello. A questi soci fondatori sono stati aggiunti, con nomina del presidente, Antonino D'Ambra e Daniele Grillo.

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30.12.11

Per un anno migliore

Quintiliano augura a tutti 
BUON 2012

15.12.11

QUINTILIANO INDIGNATO


Il nostro slogan recita "PER ACCENDERE TORINO", parafrasando l'espressione di Marco Fabio Quintiliano secondo la quale i giovani sono fiaccole da accendere. 
Non avremmo però mai pensato che una simile immagine poetica e gravida di speranza per un futuro migliore potesse invece prender forma - in questi ultimi giorni - negli atti criminali ed esecrandi consumati proprio qui a Torino e a Firenze. Ferocia, barbarie, mostruosità sono diventate ormai la normalità:  la nostra "civiltà" disagiata si muove seguendo alla lettera ogni istinto primordiale, primitivo e selvaggio. Cannibali e uomini delle caverne, dotati di clave, sotto mentite spoglie, non esitano ad assalire, trangugiare, lapidare: quando s'imbocca la via del regresso è come entrare nelle sabbie mobili! E' difficile uscirne. Voltaire, Rousseau non appassionano più...  fanno tendenza solo urla ferine, sgarbi,  insulti,  prepotenze bieche e sadiche, pestaggi da Far West o da giungla, torture lente o istantanee.  Si gode nel vedere l'altrui sofferenza, si decide di spegnere come delle fiammelle le vite degli altri. Trasimaco,  Attila,  Ezzelino III da Romano, Cesare Borgia, Mussolini, Hitler, Stalin... sembrano modelli più attuali di Socrate, Gandhi, Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Capitini, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo I, Pasolini, Mandela, Schindler,  don Mazzolari, Peppino Impastato...
DA QUESTE PAGINE WEB, ESPRIMIAMO, CON DECISIONE E CIVILTA', LO SDEGNO  PIU' PROFONDO NOSTRO E DI TUTTI I LETTORI, NOSTRI CONCITTADINI DEL MONDO, DI QUEL MONDO MIGLIORE CHE VORREMMO REALIZZARE SENZA URLARE,  SENZA PREVARICARE, SENZA PICCHIARE, SENZA SPARARE, SENZA INCENDIARE, SENZA AMMAZZARE.
Dario Coppola

9.12.11

Grazie all'Elzevirista

Il Presidente dell'Associazione Culturale Quintiliano, Prof. Dario Coppola, ringrazia ufficialmente la Direzione e la Redazione del blogiornale L'Elzevirista per lo spazio dedicato al nostro evento LE VERITA' NASCOSTE.

30.11.11

3.000 IN FORMA AL REGINA MARGHERITA



Segnalazione dell'iniziativa della Fondazione FORMA

Domenica 04.12.11 di fronte all'Ospedale Regina Margherita di Torino dalle ore 10.00, tutti vestiti da Babbo Natale per uno spettacolo, con Marco Berry, tanti ospiti e tanta musica, the, cioccolata calda, vin brulè, “Un Babbo Natale in moto”, la sfilata di Harley Davidson, la Fanfara degli alpini, una mostra di lavori realizzati dalle scuole proprio per questa occasione, doni per i bambini e per i meno bambini. Abbiamo 15000 abiti di Babbo Natale, perché il 4 dicembre di fronte al Regina potremo così regalare ai bimbi che si affacceranno dalle finestre uno spettacolo davvero emozionante e indimenticabile! Potrete trovare gli abiti di Babbo Natale nei punti vendita dei Girarrosti Santa Rita, da Eataly, nelle Farmacie Comunali di Torino e nei supermercati PAM. E nei fine settimana di tutto il mese di novembre ci saremo anche noi, con i volontari in Piazza San Carlo, all’8 Gallery e all’IKEA. A partire dal 14 novembre i volontari delle Olimpiadi di Torino 2006 ci aiuteranno nella distribuzione qui al Regina Margherita, al Sant'Anna e alle Molinette. Per maggiori informazioni visitate il sito www.fondazioneforma.it o contattateci in ufficio (011.3135025 - info@fondazioneforma.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

25.11.11

MONDIALISMO: FENOMENO STORICO-CULTURALE O DISEGNO POLITICO?

Ario Corapi recensisce il libro di Carlo Terracciano
RIVOLTA CONTRO IL MONDIALISMO MODERNO

Il testo di Carlo Terracciano può innanzitutto essere definito come un testo "non allineato" con le correnti ideologiche odierne che analizzano la società e il corso della storia; l'autore del testo già nei primi capitoli fa una distinzione chiara e precisa tra Globalizzazione e Mondialismo stabilendo quale tra le due viene prima e che rapporto c'è tra queste. Terracciano afferma che la globalizzazione è una conseguenza del mondialismo, ossia, un fenomeno di tipo sociale e culturale dove l'umanità è giunta per mano di un preciso disegno politico secolare, il Mondialismo appunto, stabilito da una ristretta cerchia di elìtes e tramite le istituzioni mondiali odierne; in questo modo l'autore confuta la concezione lineare classica della storia secondo la quale il corso della storia umana procede in maniera lienare e deterministica verso un'unica destinazion comune, cioè la Globalizzazione, che tende ad essere vista come una "nuova fase di perfezione umana" raggiunta dopo una "catarsi purificatrice" e dopo tante "cadute" avvenute nel corso dei secoli.
Terracciano evidenzia in maniera implicita i nomi delle persone e delle istituzioni che hanno contribuito a far approdare l'Umanità nell'attuale sistema mondialista, egli li definisce come la "razza padrona mondialista" ma senza fare il minimo accenno alle più svariate ipotesi sostenute dalle teorie complottiste delle quali spesso ci si avvale quando si affronta tale argomento; secondo Terracciano dietro al disegno mondialista vi sono delle identità chiare con lo stesso fine comune, vale a dire, la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale. La razza padrona mondialista risponde ai nomi delle seguenti "famiglie" : gli Astor, i Kennedy, i Li, gli Onassis, i Rockfeller, i Rothschild, i Russel e i Windsor. Mentre invece nel gruppo delle sedi e delle istituzioni responsabili del fenomeno mondialista l'autore cita: il Gruppo Bilderberg, la Trilateral, il CFR, l'ONU, la NATO, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Massoneria e perfino istituzioni religiose come l'Opus Dei, il Consiglio Internazionale Ebraico e le varie sette protestanti.
Prima di individuare le strade necessarie da percorrere per portare l'Umanità al di fuori da questo schema perverso, l'autore cita anche gli strumenti utilizzati da queste elìtes per guidare le sorti del mondo verso il Nuovo Ordine Mondiale, ossia, l'Alta Finanza Mondiale (non è un caso che fra le sedi del fenomeno mondialista vi siano molte banche) e i MassMedia (agenzie di informazione e industrie cinematografiche); l'autore afferma in sintesi : "L'obbiettivo del mondialismo è la creazione di un unico governo mondiale (il Nuovo Ordine Mondiale), di un unico assetto politico,istituzionale e sociale (il liberalismo), di un unico stile di vita (il consumismo) estesi a tutta la Terra e funzionali al dominio assoluto da parte delle forze politiche,economiche e culturali che lo incarnano: le èlites della finanza mondiale."
Nella seconda parte del suo libro l'autore comincia ad individuare i punti salienti per indicare le forme concrete di opposizione all'attuale sistema, innanzitutto si scaglia apertamente contro tutti i nostalgismi di tipo politico (di destra e di sinistra) precisando che quanto inutile sia riproporre politicamente il Fascismo (perchè storicamente defunto nel 1945) da un parte e il Comunismo (perchè ritenuto storicamente complice del sistema odierno) dall'altra, Terracciano muove anche una forte critica contro i movimenti no-global odierni accusandoli di essere solamente "l'altra faccia del sistema attuale"  in quanto questi si limitano solamente a proporre una semplice riforma interna al sistema globale.
L'autore afferma che l'unica via di uscita da questo scenario è quella di comprendere il fenomeno del mondialismo come un fenomeno non solo di tipo economico,ma anche di tipo sociale e culturale, per questo nel suo libro Terracciano accenna alla cosiddetta "Dottrina delle Tre Liberazioni" (Liberazione Nazionale,Liberazione Sociale e Liberazione Culturale) indispensabile per gettare le basi ed intraprendere una "grande rivoluzione spirituale", rivoluzione intesa come nel pensiero di Julius Evola (1898 - 1974) che, traendo a sua volta spunto dal pensiero di Friedrich Nietzsche, nel corso del XX° Secolo ha gettato le basi filosofiche per una "rivoluzione spirituale contro il mondo moderno" e che si può percepire da alcune delle citazioni dell'autore ("La mia Patria è laddove si combatte per la mia Idea" - "Non esistono destra o sinistra, esiste un sistema ed esistono gli uomini disposti a combatterlo" - "Data una società ed una civiltà come l'attuale (…), nel ribelle, in colui che non s'adatta, nell'asociale è in via di principio da vedervi l'uomo sano").
La cosiddetta Rivoluzione Spirituale - anticipata da Nietzsche,teorizzata da Evola e ripresa da Terracciano - deve avere come fine il ritorno alla Tradizione (intesa come tradizione spirituale degli uomini) che, puntualizza l'autore, non è affatto da intendersi come come Conservazione in quanto "nel mondo attuale non vi è nulla da conservare, ma tutto da distruggere".
Questa "Rivoluzione spirituale per il ritorno alla Tradizione e alla Liberazione" deve essere combattuta dagli uomini di tutto il pianeta che sentono la necessità di ribellarsi all'attuale sistema, bisogna porre questa rivoluzione nell'ottica di "due fronti (Mondialismo e Antimondialismo) in molte trincee (tutti i continenti del pianeta)"; solo una volta intrapresa questa battaglia ci potrà essere la concreta possibilità di rivedere il continente europeo impegnato in prima linea con un ruolo di guida in questa rivoluzione, in modo tale che proprio il Vecchio Continente possa riscoprire la propria forza interiore, il proprio splendore storico millenario e la propria indipendenza geopolitica.
Da precisare, infine, che quando Terracciano parla di Europa non intende un'Europa come quella attuale dei giorni nostri ma neanche un'Europa fatta di Nazioni, bensì un'Europa Nazione Unica senza distinzioni nazionali geografiche in cui i popoli europei (francesi,tedeschi,spagnoli,italiani,greci,ecc.) sono uniti dalla stessa scala di valori e dalla stessa Idea che li possa portare a combattera la stessa battaglia contro lo stesso nemico comune, il Mondialismo.

Cenni biografici sull'autore
Carlo Terracciano è stato per anni tra i fondatori e i maggiori esponenti di Eurasia (rivista trimestrale di Studi Geopolitici fondata nel 2004 a Parma), di fede musulmana, si è dedicato per anni - fino alla sua morte nel 2005 - agli studi di geopolitica e geoeconomia ed è tuttora stimato tra i più grandi intellettuali ed ideologi della destra radicale italiana.


Ario Corapi
Segretario Organizzativo dell'Associazione Quintiliano
Studente di Scienze Politiche presso l'Università di Torino

24.11.11

Vendita benefica SMOM di Torino

Vi ricordiamo la SUPERVENDITA BENEFICA del Gruppo Giovani dello SMOM che si terrà 
questo fine settimana.
Quest'anno, oltre a torte, crostate, quiches ed altre delizie preparate da noi, ci saranno dei bellissimi oggetti in vendita...

Vi aspettiamo numerosi! (mandateci mamme, nonne, zie, parenti ed amici varii ;);)

orari:
- venerdì 25/11 dalle ore 15 alle ore 19
- sabato 26/11 dalle ore 9 alle ore 19

indirizzo:
corso Vittorio Emanuele II 96, primo piano

22.11.11

Quintiliano non dimentica Vito

Vito Scafidi 
moriva sotto le macerie al Liceo Darwin di Rivoli
in questo giorno 
di tre anni fa.
Non dimentichiamolo.

21.11.11

LA MASSONERIA E LE VERITA' NASCOSTE



QUINTILIANO
ASSOCIAZIONE CULTURALE


presenta


LE VERITA' NASCOSTE

Storia e Misteri dell'Esoterismo e della Massoneria


sede dell'Associazione Culturale Quintiliano
Piazza Vittorio Veneto 13










Martedì 6 dicembre 2011 ore 20.45
  terzo e ultimo incontro 
della serie  
Le Verità Nascoste - Informare per Formare
interviene

Marcello Fadda
Studente di Scienze Poltiche all'Università degli Studi  di Torino


modera

Ario Corapi
Segretario organizzativo dell'Associazione Quintiliano
Al termine degli interventi dei relatori ci sarà la possibilità di intervento da parte del pubblico per dare spazio ad un dibattito e in modo da poter discutere la tematica






L'INCONTRO SARA' TRASMESSO SUL WEB DAL NOSTRO CANALE QUINTILIANOTV del social network YouTube

20.11.11

VEDERLA DIVERSAMENTE...


Scusa, tu sei "Emisfero Destro o Sinistro"?
da

http://diablog.myblog.it/tag/effetto%20ottico

Guardate attentamente questa immagine: la ballerina sta ruotando in senso orario o antiorario?  La risposta giusta, in questo caso non c'è. Perchè? Dipende tutto da come usate la testa! Si perchè la vostra risposta dipenderà da quale dei due emisferi del vostro cervello, destro o sinistro, domina sull'altro.
orario-antiorario
Se la vostra risposta è : IN SENSO ANTIORARIO
In voi prevale la parte sinistra del cervello, la parte dedicata alla logica, all'attenzione per i dettagli, al linguaggio, alla scienze che si basano su studi empiri, pratici, di comprensione, conoscenza e apprendimento. La stessa che si occupa di preparare strategie, la parte più pratica di voi.
Per farle invertire rotazione, provate a lasciarvi andare un po' di più, date più spazio alla parte che si occupa di immagazzinare e gestire le immagini e liberate la fantasia e le emozioni.
Se la vostra risposta è : IN SENSO ORARIO
In voi prevale l'emisfero destro, la parte che generalmente svolge le funzionalità che si avvicinano di più al vostro essere impulsivi, la percezione delle sensazioni, alla visione di insieme, all'immaginazione. Quella che gestisce la vostra percezione dello spazio, le vostre fantasie, l'impeto e il prendersi dei rischi.
Se volete vedere l'immagine girare in senso opposto il consiglio è di provare a concentrarvi di più, a porre più attenzione ai particolari dell'immagine.
Proprio non riuscite a vederla anche al contrario? Pensate che vi stia prendendo in giro? Proviamo insieme a vedere se riusciamo a capirne il meccanismo. La sequenza delle immagini è fatta in modo tale da consentire ai nostri occhi, e quindi al cervello, di interpretarla come meglio crede.
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Qualsiasi di queste immagini, infatti, può essere interpretata come se la ballerina avesse il viso rivolto verso di noi oppure come se ci stesse dando la schiena.
Ancora non vi fidate? Ecco due immagini modificate per spiegare meglio che cosa inconsciamente vediamo o non vediamo.
10714dd6b9454355908afeb8c2031888.jpg7f5660a6cb8e25473acd9055eda6f97d.jpg
La sagoma è presa dallo stesso frame, a cui abbiamo aggiunto soltanto alcuni tratti distintivi che ci mostrano come la stessa figura possa essere vista in un senso o nell'altro.
Gran bell'effetto ottico non trovate?


tra le varianti della stessa illusione
Le linee orizzontali sono parallele?
La Gestalt 
 Donna o fiori?
Donna a cavallo...
(da http://www.illusioniottiche.net/)


e... per concludere
Illusione d'autore: il nibbio...


30.10.11

UN METODO PERICOLOSO

recensione di Davide Biagioni 
sul film A DANGEROUS METHOD di D. Cronenberg

commento per immagini 
di Dario Coppola



“Un metodo pericoloso”. Mai titolo fu più appropriato di questo.
Nell’immaginario collettivo siamo soliti, soprattutto noi studenti di psicologia, sentire persone non solo scettiche nei confronti di questa disciplina, ma chiaramente contrarie e solitamente impaurite e infastidite dall’idea che qualche analista “entri nelle loro teste”.
Non è un caso che il termine scelto in partenza non fosse infatti terapia, come spesso si usa oggi per rendere la pillola più dolce, ma analisi, una vera e propria analisi dell’altro.
Questo termine ha sempre ottenuto resistenze, e pochi si interessano e voglio sapere ciò che di mistico e pericoloso avvenga in quelle sedute.
Se ad oggi questa paura è decisamente immotivata e priva di fondamento, dal momento che tutto è evoluto, deontologico e regolamentato, possiamo essere certi che le cose fossero in termini leggermente diversi per questi “pionieri” della psicanalisi.

Con l’analisi la psicologia smette di essere sperimentale, come lo era stata fin dalle origini con l’apertura del primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia da parte di Wilhelm Wundt.


Il modello ora diventa relazionale, dando origine a quei filoni definiti “Psicologia del profondo”.

Modello relazionale vuol dire che non c’è una tecnica che si applica in modo standardizzato per ogni paziente; o per meglio dire le tecniche di analisi sono applicate all’interno di una vera e propria riflessione comune che avviene tra paziente e analista. Se oggi questa differenza di ruoli è ormai sedimentata e digerita, i primi poveri analisti, di solito tutti medici abituati ad intervenire in modo farmacologico o chirurgico, non erano abituati ad un tipo di Cura (prendersi cura) che coinvolgesse loro in prima persona come uomini.
L’analisi del transfert infatti era già stata ipotizzata da Freud stesso, mentre solo dopo la sua morte è stata ipotizzata quella del contro-transfert.
Insomma questi uomini tendevano a chiudere delle donne altolocate e con sintomi isterici in una stanza, da soli, per un paio d’ore, ogni giorno, e farle parlare a ruota libera, meglio se lo facevano in riferimento a eventi sessuali repressi. Alcuni, come  Sándor Ferenczi,(allontanato poi dalla scuola analitica), erano anche forti sostenitori del contatto fisico in queste sedute.

Non è difficile immaginare come tutta la vasta gamma dei professoroni in medicina del tempo osteggiassero questi metodi, dal momento che in quegli anni erano già iniziati studi importanti e rilevanti di neuroanatomia e neuropsicologia, deterministici, sicuri e morali.
In questo quadro di riferimento si muovevano uomini, uomini e ancora uomini, ma si sa, dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, e lo stesso vale per uno dei grandi Maestri del sospetto.

Freud, sessuomane e probabilmente omosessuale, aveva ipotizzato che l’unica forza pulsionale che spingesse l’uomo fosse quella del piacere, e possibilmente il piacere di tipo sessuale. Era inamovibile su questo punto, dal momento che in ogni suo caso clinico il nucleo nevrotico si scioglieva quando si giungeva all’evento sessuale subito, fosse esso reale o immaginario.
E ancora una volta si sa che le donne sono un passo avanti nell’ambito della sensibilità, tanto che ad oggi la psicologia è definita una disciplina “femmina”.

E’ stato così che grazie all’intervento di Sabina Spielrein, (nel film A DANGEROUS METHOD interpretata da un’anoressica Keira Knightley), nevrotica ebrea svizzera, sensibilizza Freud su uno dei temi più importanti e delicati che faranno fare un vero e proprio salto di qualità alla sua dottrina.

 




 Il tema di cui parlo è il principio o pulsione di morte. Nel 1920 pubblicherà infatti il saggio “Al di là del Principio di Piacere” e da quel momento in avanti, amore e aggressività saranno inequivocabilmente legati uno con l’altro e la teoria analitica viene riconosciuta e accettata dai più.
Lasciando da parte la provocazione finale del regista che vede Jung come il più grande psicologo mai esistito, è indubbio che l’abilità e la potenza rappresentativa di questo film siano inequivocabilmente di alto livello.

Il film di Cronenberg è storicamente abbastanza corretto, ben interpretato, ampi i richiami a frasi famose e scene reali indimenticabili, paesaggi e costumi ricercati e precisi, e tanto tanto sentimento.
Il modo in cui vengono messi in scena i più grandi collanti della società umana, amore e amicizia e matrimonio, denotano ancora una volta la mano di un regista esperto nel settore tecnico e maturo nella vita.
Davide Biagioni,
socio-fondatore Associazione Quintiliano
(studente UniTO- Psicologia)

27.10.11

GHEDDAFI : L'ULTIMO RIVOLUZIONARIO D'AFRICA

testo di 
Ario Corapi
commento per immagini dal web di 
Dario Coppola

Negli ultimi giorni i media - in particolare quelli occidentali - hanno focalizzato la loro attenzione, insieme a quella dell'opinione pubblica, sulla cattura e la successiva immediata uccisione del Colonnello Mu'Ammar Gheddafi passato alla storia come il Raìs; 

ora che il Raìs è morto già si scatenano centinaia di migliaia di (pre)giudizi sui suoi 40 anni di governo in Libia, visti dall'opinione pubblica come una dittatura, e della sua morte, vista come una "liberazione".
Una cosa è certa, nel bene e nel male, uno statista come Gheddafi la Libia e l'Africa intera non lo vedranno mai più; tuttavia sono d'obbligo molte precisazioni sulla sua ascesa al potere nel 1969-70 e la sua caduta a ridosso della guerra civile libica degli ultimi mesi.



Bisogna innanzitutto dire che l'Italia sulle vicende riguardanti la Libia e Gheddafi ha dato ancora una volta il peggio di sè, perchè quando il Raìs prese il potere in Libia nel 1969 tramite colpo di Stato fu proprio grazie anche all'appoggio dell'allora governo italiano presieduto dal democristiano Mariano Rumor che, stabilendo subito degli accordi di politica energetica con la Libia, suscitò la disapprovazione di Washington che per "ripicca" nei confronti dell'Italia inaugurò - tramite contatti fra la CIA e i servizi segreti italiani deviati - la cosiddetta "strategia della tensione" che portò alla stagione nota come gli "Anni dello stragismo" (Piazza Fontana, per esempio); 























per non parlare poi degli ultimi 10 anni di rapporti diplomatici con la Libia in cui i vari statisti italiani, da Berlusconi a Prodi passando per D'Alema e Napolitano, hanno sempre accolto il Raìs durante i suoi viaggi in Italia con gli onori di casa che si riservano ad un "imperatore".







Poi improvvisamente, quando nella primavera 2011 è scoppiata la "guerra civile" in Libia, la posizione diplomatica dell'Italia è cambiata radicalmente con dei risultati scadenti, in quanto siamo passati dal "bacia mano" a Gheddafi a sostenitori della "missione umanitaria" da parte della NATO facendoci pure soffiare da Sarkozy e Cameron i pozzi petroliferi ed il gasdotto ottenuti dall' ENI con gli accordi energetici Italia-Libia.

Un'altra precisazione è doveroso farla anche su come in Libia sia scoppiata la "guerra civile", innanzitutto va precisato che la Libia è sempre stata una società tribale in cui a farla da padrone sono sempre state la tribù della Tripolitania - la tribù Ghaddafa (da qui il nome Gheddafi) con capitale a Tripoli - e la tribù della Cirenaica con capitale a Bengasi, al principio i moti di insurrezione in Libia sono nati come scontro tribale fra le due tribù e non - come si vuol far credere dai media filo-americani - come insurrezione di popolo contro il Raìs, lo scontro tribale ha preso seguito divenendo guerra con l'intervento di Washington che, nel vedere lo scontro fra tribù, ha fiutato l'occasione per l'ennesima guerra colonizzatrice camuffata da "missione di pace e libertà" sostenendo con armi ed intelligence militari la tribù di Bengasi ostile a Gheddafi. 


Pertanto è un grandissimo errore parlare di "insurrezione popolare contro il Raìs" quando in verità i volontari chiamati "partigiani combattenti per la liberazione della Libia" altro non sono che membri della tribù di Bengasi - da sempre ostile alla tribù Gheddafa di Tripoli - i quali hanno potuto combattere e vincere solamente grazie al sostegno militare e logistico ricevuto dagli USA (bisognosi dell'ennesima "guerra di pace" per scongiurare la crisi finanziaria che gli Yankee vivono ormai da 4 anni).

Inoltre è importante far notare che per quanto la Libia di Gheddafi non fosse certo un paese democratico, il Raìs in questi 40 anni ha compiuto delle opere pubbliche degne di ammirazione sapendo sfruttare la posizione geopolitica e le risorse economiche della Libia, seguendo i precetti enunciati nel Libro Verde (libro in cui Gheddafi parla del suo pensiero politico) il Raìs ha costruito un acquedotto pubblico che ha fornito acqua potabile al 75% del territorio libico in maniera del tutto gratuita - acquedotto che è stato poi distrutto nel luglio 2011 dai bombardamenti della NATO - , 



ha fatto costruire scuole, università ed ospedali pubblici con i profitti ricavati dal petrolio che il Raìs ha venduto ai paesi occidentali (e quindi senza neanche le tasse dei contribuenti libici), voleva costituire in collaborazione con la Banca Islamica un Fondo Monetario Africano totalmente indipendente dal Fondo Monetario Internazionale perchè non fondato sulla formula "prestito + interesse = usura" e quindi con l'intenzione di liberare i paesi africani dalla morsa dell'Alta Finanza Mondiale e del debito pubblico, insomma tutte opere e progetti degni di ammirazione per un paese non allineato democraticamente come la Libia; se si pensa invece che un paese "democratico" come l'Italia ha un debito pubblico che lo sta portando verso il default, la scuola pubblica sta ormai morendo, l'università sta diventando sempre di più un diritto per pochi privilegiati e per difendere dalle privatizzazioni l'acquedotto pubblico nazionale è servito un referendum solo pochi mesi fa.


Gheddafi è stato uno degli ultimi discepoli del "Panarabismo", dell'identitarismo e dell'indipendenza geopolitica del mondo arabo seguendo un percorso politico inaugurato in Nord Africa negli anni '50-'60-'70 con gli egiziani Gamal Abd Nasser e Anwar Saddat.





















Infine, occorre una riflessione sul giudizio che si vuol dare alla figura del Raìs e del suo percorso storico e politico considerato che in questi giorni in Libia è stata proclamata la "liberazione" e i media occidentali dipingono questo evento come un nuovo capitolo verso la costituzione del Nuovo Ordine Mondiale, è importante precisare quanto sia inutile spendere attualmente giudizi ora che le folle e l'opinione pubblica sono ancora fogate dagli eventi degli ultimi mesi e invece quanto sia necessario attendete qualche anno o decennio per poter dare un giudizio storico-politico sul Raìs quando le passioni e sentimenti saranno sopiti.


Come scrisse Manzoni nella sua poesia del 5 maggio dedicata a Napoleone Bonaparte: "Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza."
Ario Corapi, 
segretario dell'Associazione Quintiliano
(studente UniTO, Scienze Politiche )

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BREVE STORIA dell'Associazione



ASSOCIAZIONE CULTURALE QUINTILIANO - Il 24 settembre 2010 viene costituita a Torino l'Associazione Quintiliano, che opera in città con i suoi comitati territoriali e laboratori scolastici. La fondazione deriva dall'esperienza laboratoriale iniziata nel 2001.
Nel 2001, a Torino, è partito il progetto del primo Laboratorio Culturale che, con le sue attività didattiche, ha contribuito e contribuisce alla costruzione della personalità degli studenti che ancora lo frequentano, aprendo loro gli orizzonti del sapere. Dopo una prima fase sperimentale, il laboratorio è stato ideato, dal prof. Dario Coppola, e ha così preso corpo nel 2004 con l'acronimo LDG, cioè Laboratorio Didattico del Giusti, il liceo torinese nel quale l'attività ha visto i suoi esordi raccogliendo l'eredità di un grande docente di quel liceo, alla cui memoria il laboratorio è perciò stato dedicato: si tratta del prof. Giorgio Balmas.
Dal 2007 il progetto ha allargato il suo raggio d'azione ed è diventato un laboratorio interscolastico al quale, nella IIIB (2008-09) del Liceo Alfieri, è stato attribuito dal fondatore il nome LC QUINTILIANO. Da allora, il laboratorio ha raggiunto con le sue proposte anche gli studenti e i docenti di altre prestigiose scuole torinesi, e della provincia, come il Copernico, il D'Azeglio, il Majorana di Moncalieri e di Torino, il Gioberti, il Cattaneo, il Ferraris, il Cottini, lo Spinelli, lo Steiner, il Gobetti, il Regina Margherita, il Grassi, il Conservatorio Verdi e - anche - l'Università degli Studi e il Politecnico di Torino.
Nel 2009 sono stati attivati nove laboratori paralleli del Quintiliano corrispondenti alle redazioni scolastiche attive nei settori dell'istruzione secondaria (scuole superiori) e degli atenei torinesi.
Nel 2010 viene stilato il progetto della costituzione di un'Associazione Culturale che comprenda i laboratori già attivi e quelli da attivare.

Le proposte culturali dei laboratori sono di vario tipo:

THEATRUM: visione di spettacoli, a teatro;

AUDITORIUM: ascolto di concerti;

CINEFORUM: visione critica di film al cinema; partecipazione a rassegne cinematografiche;

SYMPOSIUM: incontro, con cena, per socializzare e riflettere informalmente, a caldo, sullo spettacolo cui si è assistito, anche con l'ausilio di schede didattiche;

CIVES: approfondimenti su legalità, educazione alla cittadinanza, Costituzione Italiana;

LUDUS: appuntamenti etico-sportivi;

ETHNE: partecipazione alle iniziative multietniche del territorio;

PACHA MAMA: iniziative ambientali ed ecologiche;

GANDHI: iniziative non-violente contro ogni tipo di discriminazione;

AGORÁ: dibattiti su temi d'attualità per la formazione delle opinioni;

BIBLOS: presentazione di libri;
ARTIFICIUM: promozione dei talenti artistici dei nostri allievi ed ex-allievi e progettazione delle visite alle mostre d'arte;
MNEMOSYNE: recupero delle nostre origini culturali nella storia (viaggio nella memoria, rievocazioni, visite a mostre, spettacoli, conferenze, lezioni introduttive alla storia del teatro, del cinema, della televisione e della radio);
MONOGRAPHIA: presentazioni monografiche interdisciplinari di autori attraverso significative opere che hanno arricchito il nostro patrimonio culturale;
EXPERT: trattazione di tematiche, da parte di esperti, per conoscere meglio le dinamiche dei fenomeni che ci presentano l'attualità e la storia;
DOSSIER: approfondimenti, documentazioni, testimonianze, recensioni, raccolte, relazioni, ricerche e tesine;
IN ITINERE: viaggi di istruzione brevi fuori urbe;
CAUPONA: incontri per accrescere e raffinare la cultura enogastronomica;
AUGUSTA TAURINORUM: lezioni itineranti nei luoghi storici della nostra città, che hanno visto transitare i maestri del sapere, e che ancora ne conservano l'eco;

DHARMA: appuntamenti con la filosofia e la spiritualità;
BERUF: informazione e formazione economica;
REPORTER: la realtà fotografata ad arte (mostre fotografiche);
IN CONCERT: reading, tendenze musicali, concerti;
CINEFERIAE: visione critica di film su richiesta degli studenti durante le vacanze.

Inoltre, il settore Informazione dei Laboratori comprende:


MONITOR: avvisi e segnalazioni;
VADEMECUM: segnalazioni di eventi culturali nel territorio urbano;
IN AETHERE: la cultura in tv o via radio;
NEWS: notizie dalle scuole collegate col nostro laboratorio;
WEB: notizie dalla rete.

Nel 2009 sono stati aperti anche:
1) un gruppo ufficiale su Facebook;
2) un canale video "LC QuintilianoTV" su YouTube, che consente un'espressione ulteriore della creatività comune di chi continua a costruire i nostri laboratori.
Gli studenti "storici" che, negli anni passati, hanno contribuito, insieme a decine di altri, con il coordinatore a condurre QUINTILIANO sono stati:

GUGLIELMO SANDRI GIACHINO (2005-06)
NICOLO' STROCCO (2006-07)
FLAVIO MERGOTTI (2007-08)
FEDERICO GARINO (2008-09)
ALBERTO ZANELLO (2008-09)
DAVIDE BIAGIONI (2008-09)
FEDERICO SILVESTRI (2008-09)
JACOPO VILLANI (2009-10)
ALBERTO SALUZZO coordinatore della costituenda Associazione Culturale (2009-10)


dal 24 settembre 2010:

data della costituzione dell'Associazione Quintiliano
Elezione del primo
Consiglio Direttivo (2010 - 11)
Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Davide Biagioni (da settembre a dicembre 2010); Emanuele Amo (da gennaio 2011); Tesoriere: Federico Garino; Segretario: Alberto Saluzzo (da settembre 2010 a gennaio 2011); Davide Biagioni (da febbraio 2011); Altri Consiglieri: Alberto Zanello, Jacopo Villani, Antonino D'Ambra, Irene Fusi, Daniele Grillo.


dal 24 settembre 2011:
secondo Consiglio Direttivo (2011-12)

Presidente: Dario Coppola; Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario organizzativo: Ario Corapi (da settembre 2011 a marzo 2012); Jacopo Villani (da marzo 2012). Comitato esecutivo: ai consiglieri sopra citati si aggiungono i sottotesorieri Alessandro Minetti, Jacopo Villani (fino a marzo 2012), Ario Corapi (da marzo 2012) e i sottosegretari Bernardo Basilici Menini, Marcello Fadda.






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