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SEDE CENTRALE: piazza Vittorio Veneto 13, 10124 Torino; SEDE 2 c/o 'Blue Train' Via A. Bonafous 6 - Torino, Italy
Consiglio Direttivo: Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario: Jacopo Villani. Per l'iscrizione all'Associazione si può richiedere il modulo in sede o a un membro del Consiglio Direttivo. Fax: 011885507 Mail: acquintiliano@hotmail.it
L' ASSOCIAZIONE QUINTILIANO è stata ideata da Dario Coppola nel 2000

ed è stata fondata nel 2010 con Emanuele Amo, Davide Biagioni, Federico Garino, Irene Fusi, Alberto Saluzzo, Jacopo Villani, Alberto Zanello. A questi soci fondatori sono stati aggiunti, con nomina del presidente, Antonino D'Ambra e Daniele Grillo.

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1.9.11

ARCOBALENO D'UOMO SU SCACCHIERA DI DAMA - XI Capitolo

romanzo di Ada Pirocolpo (1994)


"Il tempo del mondo è un bambino che gioca, che mette qua e là le pedine; il regno del bambino"

ERACLITO, Frammento 52 (Diels)

 PIOGGIA DI COLORI E SIMPOSIO

Ruben aveva sempre pensato che un'amicizia con una donna fosse impossibile. Era stato triste l'epilogo del suo rapporto con Scozia che gli aveva lasciato una ferita ancora viva. Egli non voleva rivangare il passato, eppure a Ruben sarebbe piaciuto stringere con lei un'amicizia ma tale legame con una donna era inequivocabilmente sempre un preambolo di un rapporto più intimo. A parte Scozia, tutte le amiche di Ruben erano diventate le sue amanti; tutte eccetto una: Mirta, che dopo essere stata amante di Ruben, seppur non corrisposta, era rimasta davvero una cara amica.
In questi anni Ruben aveva visto molte volte Mirta: con lei si era consultato per alcune sue determinanti decisioni; con Mirta, Ruben formava una coppia affiatata, non più di amanti ma di confidenti, e i due amici continuavano a frequentarsi. Il loro rapporto, già intrecciatosi con quello di Eros, rimase inalterato nel tempo, finché Eros in una sera grigia d'autunno andò a casa di Ruben: qui fu accolto dalla famiglia con molta cordialità, mentre attese l'amico ancora impegnato all'Ateneo di pittura. Tornato a casa, Ruben fu felice di  trovare Eros. Un forte e caldo abbraccio legò ancora una volta il loro affetto, immutato nelle tinte ancora originali, le stesse del giorno in cui si erano conosciuti. Dopo una cena, alla quale la famiglia di Ruben volle insistentemente che Eros partecipasse, i due amici poterono parlare tutta la sera. Eros aveva riflettuto a lungo in questi anni: la sua amicizia con Mirta era sempre... viva. Due persone Eros aveva nel suo cuore: proprio quelle due: Ruben e Mirta. E ora Eros aveva deciso di sposare proprio colei che un tempo amò Ruben; ma volle comunicarne l'intenzione a Ruben prima che a lei, quasi per chiedergli un permesso.
Dapprima Ruben mostrò una grande sorpresa nell'accogliere la notizia; ma la meraviglia si tramutò subito in gioia. Eros rappresentava la più bella allegoria di Ruben stesso: egli si poteva così unire dunque a Mirta, che altri non avrebbe voluto se non Ruben stesso;  tali due parti avrebbero trovato così congiunzione nel legame, e Dio stesso avrebbe vegliato su di loro nel sacramento nuziale.
Ruben vide ricolorarsi, nella celebrazione di quelle nozze,  ogni sua esperienza affettiva.
Egli sentiva il profumo della novità, della vendemmia, dell'uva fragola, del mosto... Vedeva ora con distacco quegli ancestrali limoni rimasti impressi nella sua memoria. Era terminato un importante periodo della sua vita. Questo matrimonio segnava una svolta irreversibile. I fiori d'arancio prendevano il posto dell'agro sapore di un limone non ancora maturo. Come nella notte della festa patronale nella quale i fuochi d'artificio si stagliano nel cielo e si vedono dai lungarni, così si colorava di festa adesso anche l'inconscio di Ruben. L'incontro tra Mirta ed Eros, ora uniti come non mai, fu vissuto con percepibile emozione da ognuno dei tre vecchi amici.
Ruben fu chiamato come testimone di nozze da Eros.
Il matrimonio avvenne a Santa Croce.
Una cascata di nuovi colori iniziò a sgorgare dal simposio d'Amore, celebrato in quel sacrario. Tutti erano riuniti per ricominciare una nuova vita, un nuovo romanzo: perché anche qui il romanzo è vita e la vita è romanzo. 
Fu un simposio al quale tutti i vecchi amici di Ruben convennero. Erano lì presenti con loro, al di qua  nello spazio, anche i grandi uomini del passato che col loro fulgido esempio parteciparono a questa festa, al di là del tempo; trascoloravano dai secoli: l'azzurro di Galilei, il rosso di Buonarroti, il giallo di Alfieri, il  verde di Foscolo...
Dopo il rito, scandito da silenzi e suggestioni, Ruben si ritrovò in un altro momento del simposio, che vedeva insieme tutti i personaggi della sua vita, del romanzo di cui Ruben era protagonista. Questo convito aveva una variante: adesso Ruben vedeva e ascoltava, senza essere più protagonista, tutti coloro che erano stati determinanti nella sua affettività:

Silvestro, che seppe riempire la vita di Ruben d'allegria, di esuberanza, di rumori, di goliardia, di comicità spesso involontaria, di goffaggine reale, di inquietudine, di amore per lo sfoggio; da Silvestro emanava una luce verdolina...














Fabrizio, che ancora scandiva le giornate di Ruben facendosi vivo di quando in quando con la sua presenza malinconica, emotiva, sofferente, giocherellona, bisognosa di protezione, a modo suo anche attenta ai dettagli dell'altrui delicatezza: emanava da lui una rassicurante luce notturna...












Riccardo che, pur nella sua sincerità a volte poco diplomatica, trasmetteva onestà e limpidezza, ricercava una morale rigorosa, retta, fatta di buone intenzioni; il suo affetto per Ruben ebbe solidi radici, senza secondi fini: emanava da Riccardo una luce chiara e fluorescente...













Scozia, che aveva portato per la prima volta (e poi tolto per le volte seguenti) nel cuore di Ruben il primo desiderio d'amore verso una donna: da lei emanava un turbinio di colori in fermento...













Thomas, sempre... attuale, sempre... presente, sempre... rassicurante, sempre... padrone della situazione, il signore dei rapporti interpersonali, gentile, concreto: da lui e da Marella emanava una luce vermiglia...
















Sebastiano, che rinnovò il sentimento dell'amicizia in Ruben, facendo sorgere in lui il desiderio di fraternità o di paternità:  per Ruben, Sebastiano era come un fratellino, se non come un figlio: da lui emanava una luce serena e celestiale...















Nereo: anch'egli era presente! 
Eppure per nessun altro avrebbe partecipato a un matrimonio. Perché allora c'era anche lui? Eros, l'Amore con la A maiuscola, era stato capace di realizzare davvero l'impossibile. Eros seppe unire anche ciò che sembrava diviso per sempre... come il cuore di Nereo stesso: da questa profondità emanava una luce sinistra, oscura, misteriosa...












L'unico che mancava all'appello era Blue Bill, che ormai viveva in uno stato sempre... più... simile a quello vegetale.

La ragione prevalse sul sentimento. La ragione assembrò in un'orchestra di colori quelle vite e diresse una sinfonia dolce ed equilibrata nei suoi temi e nelle sue fughe, che pervase l'animo di Ruben. Egli ringraziò, in cuor suo, tutti gli amici per ciò che gli avevano dato fino a quel momento. Essi contribuirono a far germogliare in lui gemme preziose di puro amore, talvolta non subito riconoscibile,  per l'esistenza. Giungeva così il momento in cui queste gemme fiorirono. Ruben volle cogliere quell'attimo fuggente intimandogli di fermarsi: in quella festa nuziale s'era dipinto un affresco dugentesco dell'amicizia nell'animo gentile di Ruben. Sovvenne alla sua memoria il sonetto dantesco: "Guido, i' vorrei che tu Lapo e io". 







Quel vagheggiare, quell'aria incantata... ogni cosa era stata per Ruben una sequela di suggestioni colorate che avevano impressionato di colori accesi la camera oscura della sua percezione; ciò  aveva prodotto effetti positivi e negativi in lui. Dopo la conversione egli si diede alla lettura di opere di alta spiritualità e fu molto consolato nel venire a conoscere come i mistici, i religiosi, i santi vissero le loro relazioni affettive. 

Ruben fu colpito dal legame che strinsero il beato Giordano di Sassonia e la beata Diana d'Andalò, un'amicizia vissuta nell'alveo della protezione e della consolazione divina: questa era la nuova aspirazione di Ruben.

Egli era ignaro di quanto avrebbe ancora potuto conoscere salendo le scale mistiche della sapienza ed entrando nelle stanze e nei luoghi in cui lo avrebbe guidato ancora Madonna Amicizia nel suo sacro convento. In quei corridoi infiniti e in quei saloni, tra quegli specchi, ormai Ruben si era a lungo aggirato senza mai tediarsi, ma non aveva ancora riconosciuto la più prelibata delle forme dell'amicizia, cioè l'amore nella sua più particolare  e intima luce, ciò che comunemente è chiamato amore, ossia quel sentimento che poteva esser solo corrisposto in una relazione fra sessi opposti, secondo Ruben; egli sentiva avvicinarsi sempre... più... quel momento da che l'amico Eros, il suo alter ego,  sposandosi con Mirta - frutto proibito fino a quella sacra unione - aveva così spianato il terreno per nuovi viaggi intorno all'orizzonte iridato dell'Amore e dell'Amicizia.


Come Acate con Enea, così Eros con Ruben si dirigeva accompagnandosi in un viaggio interiore, introspettivo; come il minatore che scruta nelle grotte più profonde alla ricerca di mondi nascosti. E così Ruben/Eros continuò a ricercare dentro se stesso.

Al fondo della grotta egli trovò, infine, proprio se stesso.
La sua ricerca ispirata da un romantico desiderio, alla maniera di Novalis, era indirizzata a rintracciare il tempio di Sais, ovvero la dea Iside in persona. Proprio ora la tonalità dell'animo di Ruben assunse un riflesso pregiato: l'oro e e l'argento brillavano procurando un irreale luccichio che trasfigurava ogni cosa; egli aveva fatto tesoro dell'insegnamento dell'Amore. Un amore prima inconsapevole lasciava il posto ora a quello sempre... più... consapevole.


La conversione trasformò Ruben in un uomo nuovo?

Sì, ma soltanto poiché egli non rinunciò neanche a una scintilla colorata del suo passato. Ruben teneva sempre con sé, vivo, ogni antico ricordo: ricordava proprio tutto; cercava di adattare il passato al nuovo orizzonte che gli si prospettava davanti. 
Ciò che prima per Ruben era considerato buio e oscuro adesso acquisiva un senso definito, la notte era fatta di riflessi sereni. 
Per sempre... s'impresse nel cuore e nella mente di Ruben la citazione di una sinestesia pascoliana: "Dormi! Bisbigliano, dormi! Là, voci di tenebra azzurra".  

Ruben poteva ora dormire tranquillamente, sotto un crepuscolo sereno. Per converso, in vero, egli così rimaneva desto: anche il sonno diveniva destarsi. Ruben imparò a essere un po' desto anche dormendo, mentre già, da sempre..., egli aveva vissuto l'opposta condizione: l'essere un po' sopito durante la veglia diurna. 
Ciò permise a Ruben di comprendere i suoi sogni e di accorgersi che molto di ciò che sembrava a lui vivere nella realtà diurna non era che un sogno.




Una cascata sfolgorante di fuochi d'artificio segnò, ancora una volta, la notte fiorentina di San Giovanni Battista.
Ruben riconobbe il formarsi delle colorate figure di fuoco nel cielo notturno - come si fa con le nuvole - che riflettevano immagini provenienti dal suo inconscio profondo.  Ruben vi riconobbe mostri marini dalle superbe fattezze, un brulicare di esseri proteiformi dalle più disparate sembianze: tutte quelle figure, considerate a una a una, sembravano pervadere e disperdere la fantasia di Ruben ma, assembrate, riunivano i tratteggi di un volto al tempo stesso umano e divino che scompariva e compariva. Questo intravedersi non si fece mai chiaro. Quella fantasia rifletteva una policromia mitologica, ove risuonava una polifonia dodecafonica. Tutto ciò era la rappresentazione visionaria della fede nell'unico ispiratore, nell'unico arché di ogni cosa: il vero pittore, il disegnatore della storia di Ruben e dei suoi colorati amici: l'uomo/Dio colorato era Cristo proiettato nella vita di Ruben.
Il rosso del sangue di Cristo, che scorre eternamente bagnando le zolle della terra per redimerla, aveva da sempre... inebriato Ruben prima ancora che questi, solo ora, potesse riconoscerlo come suo.

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BREVE STORIA dell'Associazione



ASSOCIAZIONE CULTURALE QUINTILIANO - Il 24 settembre 2010 viene costituita a Torino l'Associazione Quintiliano, che opera in città con i suoi comitati territoriali e laboratori scolastici. La fondazione deriva dall'esperienza laboratoriale iniziata nel 2001.
Nel 2001, a Torino, è partito il progetto del primo Laboratorio Culturale che, con le sue attività didattiche, ha contribuito e contribuisce alla costruzione della personalità degli studenti che ancora lo frequentano, aprendo loro gli orizzonti del sapere. Dopo una prima fase sperimentale, il laboratorio è stato ideato, dal prof. Dario Coppola, e ha così preso corpo nel 2004 con l'acronimo LDG, cioè Laboratorio Didattico del Giusti, il liceo torinese nel quale l'attività ha visto i suoi esordi raccogliendo l'eredità di un grande docente di quel liceo, alla cui memoria il laboratorio è perciò stato dedicato: si tratta del prof. Giorgio Balmas.
Dal 2007 il progetto ha allargato il suo raggio d'azione ed è diventato un laboratorio interscolastico al quale, nella IIIB (2008-09) del Liceo Alfieri, è stato attribuito dal fondatore il nome LC QUINTILIANO. Da allora, il laboratorio ha raggiunto con le sue proposte anche gli studenti e i docenti di altre prestigiose scuole torinesi, e della provincia, come il Copernico, il D'Azeglio, il Majorana di Moncalieri e di Torino, il Gioberti, il Cattaneo, il Ferraris, il Cottini, lo Spinelli, lo Steiner, il Gobetti, il Regina Margherita, il Grassi, il Conservatorio Verdi e - anche - l'Università degli Studi e il Politecnico di Torino.
Nel 2009 sono stati attivati nove laboratori paralleli del Quintiliano corrispondenti alle redazioni scolastiche attive nei settori dell'istruzione secondaria (scuole superiori) e degli atenei torinesi.
Nel 2010 viene stilato il progetto della costituzione di un'Associazione Culturale che comprenda i laboratori già attivi e quelli da attivare.

Le proposte culturali dei laboratori sono di vario tipo:

THEATRUM: visione di spettacoli, a teatro;

AUDITORIUM: ascolto di concerti;

CINEFORUM: visione critica di film al cinema; partecipazione a rassegne cinematografiche;

SYMPOSIUM: incontro, con cena, per socializzare e riflettere informalmente, a caldo, sullo spettacolo cui si è assistito, anche con l'ausilio di schede didattiche;

CIVES: approfondimenti su legalità, educazione alla cittadinanza, Costituzione Italiana;

LUDUS: appuntamenti etico-sportivi;

ETHNE: partecipazione alle iniziative multietniche del territorio;

PACHA MAMA: iniziative ambientali ed ecologiche;

GANDHI: iniziative non-violente contro ogni tipo di discriminazione;

AGORÁ: dibattiti su temi d'attualità per la formazione delle opinioni;

BIBLOS: presentazione di libri;
ARTIFICIUM: promozione dei talenti artistici dei nostri allievi ed ex-allievi e progettazione delle visite alle mostre d'arte;
MNEMOSYNE: recupero delle nostre origini culturali nella storia (viaggio nella memoria, rievocazioni, visite a mostre, spettacoli, conferenze, lezioni introduttive alla storia del teatro, del cinema, della televisione e della radio);
MONOGRAPHIA: presentazioni monografiche interdisciplinari di autori attraverso significative opere che hanno arricchito il nostro patrimonio culturale;
EXPERT: trattazione di tematiche, da parte di esperti, per conoscere meglio le dinamiche dei fenomeni che ci presentano l'attualità e la storia;
DOSSIER: approfondimenti, documentazioni, testimonianze, recensioni, raccolte, relazioni, ricerche e tesine;
IN ITINERE: viaggi di istruzione brevi fuori urbe;
CAUPONA: incontri per accrescere e raffinare la cultura enogastronomica;
AUGUSTA TAURINORUM: lezioni itineranti nei luoghi storici della nostra città, che hanno visto transitare i maestri del sapere, e che ancora ne conservano l'eco;

DHARMA: appuntamenti con la filosofia e la spiritualità;
BERUF: informazione e formazione economica;
REPORTER: la realtà fotografata ad arte (mostre fotografiche);
IN CONCERT: reading, tendenze musicali, concerti;
CINEFERIAE: visione critica di film su richiesta degli studenti durante le vacanze.

Inoltre, il settore Informazione dei Laboratori comprende:


MONITOR: avvisi e segnalazioni;
VADEMECUM: segnalazioni di eventi culturali nel territorio urbano;
IN AETHERE: la cultura in tv o via radio;
NEWS: notizie dalle scuole collegate col nostro laboratorio;
WEB: notizie dalla rete.

Nel 2009 sono stati aperti anche:
1) un gruppo ufficiale su Facebook;
2) un canale video "LC QuintilianoTV" su YouTube, che consente un'espressione ulteriore della creatività comune di chi continua a costruire i nostri laboratori.
Gli studenti "storici" che, negli anni passati, hanno contribuito, insieme a decine di altri, con il coordinatore a condurre QUINTILIANO sono stati:

GUGLIELMO SANDRI GIACHINO (2005-06)
NICOLO' STROCCO (2006-07)
FLAVIO MERGOTTI (2007-08)
FEDERICO GARINO (2008-09)
ALBERTO ZANELLO (2008-09)
DAVIDE BIAGIONI (2008-09)
FEDERICO SILVESTRI (2008-09)
JACOPO VILLANI (2009-10)
ALBERTO SALUZZO coordinatore della costituenda Associazione Culturale (2009-10)


dal 24 settembre 2010:

data della costituzione dell'Associazione Quintiliano
Elezione del primo
Consiglio Direttivo (2010 - 11)
Presidente: Dario Coppola. Vice Presidente: Davide Biagioni (da settembre a dicembre 2010); Emanuele Amo (da gennaio 2011); Tesoriere: Federico Garino; Segretario: Alberto Saluzzo (da settembre 2010 a gennaio 2011); Davide Biagioni (da febbraio 2011); Altri Consiglieri: Alberto Zanello, Jacopo Villani, Antonino D'Ambra, Irene Fusi, Daniele Grillo.


dal 24 settembre 2011:
secondo Consiglio Direttivo (2011-12)

Presidente: Dario Coppola; Vice Presidente: Anton De Nicolò; Tesoriere: Stefano Marino; Segretario organizzativo: Ario Corapi (da settembre 2011 a marzo 2012); Jacopo Villani (da marzo 2012). Comitato esecutivo: ai consiglieri sopra citati si aggiungono i sottotesorieri Alessandro Minetti, Jacopo Villani (fino a marzo 2012), Ario Corapi (da marzo 2012) e i sottosegretari Bernardo Basilici Menini, Marcello Fadda.






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